Turrini: «Binotto ha sue colpe, e una tendenza al delirio di onnipotenza. Sta parlando con Audi»
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Prima il terremoto alla Juventus, poi il cambio di rotta alla Ferrari: sono giorni difficili e travagliati sull'asse Torino-MaranelloLeo Turrini, giornalista esperto di Formula 1, è intervenuto ai microfoni di Calciomercato.com per cercare di fare il punto della situazione in casa della Rossa poche ore dopo le dimissioni di Mattia Binotto dal ruolo di team principal. Di seguito le sue considerazioni.

Le parole di Leo Turrini

Turrini: «Binotto ha sue colpe, e una tendenza al delirio di onnipotenza. Sta parlando con Audi»


Quando gli è stato chiesto di commentare le tribolate vicende degli ultimi giorni sull'asse Torino-Maranello, Turrini ha detto: "Siamo alla strage dei presunti innocenti. Bisogna distinguere tra le due realtà, anche se la proprietà è unica. Che la storia di Binotto in Ferrari fosse finita lo avevo anticipato proprio qui tre settimane fa. E mica ci voleva Einstein per intuirlo. Tradotto? Binotto capo del reparto corse del Cavallino era un lascito di Marchionne. Il compianto Sergione non stravedeva per Arrivabene e aveva deciso così. Ma John Elkann non si è mai preso con Binotto. Erano come l’acqua e l’olio. E lo sapevano tutti".

Poi, soffermandosi ancora su Binotto, ha aggiunto: "L’uomo ha le sue colpe, compresa una discreta tendenza al delirio di onnipotenza. Ad esempio Mattia avrebbe dovuto apparire meno, gestirsi meglio a livello mediatico. Ma non ha mai avuto il supporto del suo presidente, sulle grandi questioni. Hai mai sentito una parola di Elkann sul budget cap Red Bull o sulle regole aggiustate in corso pro Mercedes? Zero virgola zero. Gli è mancato un appoggio vero. Il proprietario non credeva nel suo top manager e come dice il commissario Montalbano ti saluto e sono".

Infine ha chiosato: "Sono sconfortato, la Ferrari è senza un leader, il nuovo team principal arriverà a gennaio, Binotto tra un po’ ce lo ritroviamo al servizio della concorrenza, so che sta parlando con Audi, che entrerà in F1 nel 2026. E non sappiamo chi ne prenderà il posto a Maranello".

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Foto (entrambe) media.ferrari.com


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