GP Stati Uniti - Le caratteristiche del tracciato e le mescole scelte: a tutta Sprint
15/10/2025 16:30:00 Tempo di lettura: 7 minuti

È di nuovo tempo di sventolare la bandiera a stelle e strisce, dato che questo fine settimana la Formula 1 farà tappa ad Austin, in Texas. Sabato tornerà anche la Sprint che prevede dunque che venerdì si vada in pista per una singola sessione di prove libere, prima di disputare la prima delle due qualifiche.

Le mescole

Ad Austin la Pirelli porterà tre mescole non consecutive, l'ultima volta è stato a Spa-Francorchamps, e gli pneumatici disponibili saranno ancora una volta la C1 come Hard, la C3 come Medium e la C4 come Soft. In Belgio, il maltempo non ha permesso di capire come questa scelta avrebbe potuto influenzare la strategia, quindi l'evento al COTA potrebbe essere il primo vero banco di prova per questa selezione, che vede l'uso di una Hard più dura rispetto allo scorso anno sul circuito americano, mentre la Medium e la Soft rimarranno le stesse.

La maggiore differenza di prestazioni tra la mescola più dura e quella intermedia dovrebbe, in teoria, dare luogo a due scenari. Se i piloti preferiscono la C1, la più lenta ma anche la più costante delle tre, potrebbero correre una gara con una sola sosta combinandola con la C3. D'altra parte, l'uso di quest'ultima insieme alla C4, con la sua maggiore resistenza al degrado, produrrebbe tempi sul giro più veloci, ma richiederebbe quasi certamente due soste.

GP Stati Uniti - Le caratteristiche del tracciato e le mescole scelte: a tutta Sprint

Uno sguardo la passato

Lo scorso anno ben 15 piloti avevano iniziato la gara con gli pneumatici medi, compreso il trio che è salito sul podio, mentre gli altri cinque hanno optato per le gomme dure. La mescola morbida non è mai stata realmente un'opzione nel giorno della gara, con solo Esteban Ocon dell'Alpine che l'ha utilizzata nell'ultimo giro per guadagnare un prezioso punto extra nella battaglia con la Williams, facendo registrare il tempo più veloce.

La strategia più popolare è stata quella della sosta singola, con solo una manciata di piloti che hanno pianificato due stop, oltre ad Albon che ha dovuto fermarsi ai box dopo soli tre giri. Sebbene le gomme medie abbiano mostrato segni significativi di usura nello Sprint, nell'evento principale i piloti sono riusciti a prolungare lo stint con un'attenta gestione, aiutati da un periodo di Safety Car, nonostante il peso dei serbatoi pieni. Anche il minor graining rispetto al giorno precedente ha reso più efficace la strategia di una sola sosta. 

Il tracciato

Il Gran Premio al Circuit of the Americas si corre su 56 giri in senso antiorario. Il tracciato, lungo 5,513 chilometri, vanta 20 curve e incorpora sezioni che ricordano i leggendari circuiti di Formula 1, con curve ispirate alla sequenza Maggots-Becketts di Silverstone, a Suzuka, Hockenheim e persino al famoso layout dell'Istanbul Park. Una delle sue caratteristiche più distintive è un dislivello di 41 metri, particolarmente evidente nella ripida salita subito dopo la linea di partenza. La varietà delle curve richiede un assetto versatile in grado di garantire la massima velocità e allo stesso tempo la stabilità nelle sezioni più tecniche.

Il carico degli pneumatici è distribuito in modo uniforme tra l'asse anteriore e quello posteriore, ma le forze laterali sono maggiori di quelle longitudinali a causa delle numerose curve ad alta velocità e dei rapidi cambi di direzione. Il degrado delle gomme è tipicamente di natura termica ed è influenzato anche dalla temperatura ambiente, che in Texas può essere ancora piuttosto elevata nel mese di ottobre. L'anno scorso, durante la gara, la temperatura ha superato i 30 °C e il prossimo fine settimana sembra che il meteo sarà simile. Da segnalare come la pista sia stata parzialmente riasfaltata lo scorso anno, rendendola più liscia e meno irregolare rispetto al passato.

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L'albo d'oro

Il Gran Premio degli Stati Uniti è il secondo appuntamento del calendario negli USA dopo Miami, mentre Las Vegas deve ancora arrivare. Nel corso degli anni, l'evento con questo nome ha toccato sei sedi diverse: dalla gara inaugurale del 1959 a Sebring alla 45ª edizione disputata ad Austin. Tuttavia, con 12 gare disputate, il COTA non è il circuito che ha ospitato il maggior numero di edizioni, poiché il record spetta a Watkins Glen (New York), che ha ospitato 20 Gran Premi tra il 1961 e il 1980. Il famoso Indianapolis Motor Speedway ha ospitato otto gare tra il 2000 e il 2007, mentre quattro edizioni si sono svolte sul circuito cittadino di Detroit (1985-1988) e tre a Phoenix (1989-1991). Sebring, nel 1959, Riverside, l'anno successivo, e Dallas, nel 1984, hanno ospitato una sola gara ciascuna.

Lewis Hamilton detiene il record per il maggior numero di vittorie (cinque ad Austin e una a Indianapolis), solo una in meno di Michael Schumacher (che ha vinto cinque volte a Indianapolis). I due sono a pari merito per quanto riguarda le pole position, con quattro ciascuno. Hamilton ha anche conquistato due dei suoi titoli mondiali in Texas, il terzo nel 2015 e il sesto nel 2019. Per quanto riguarda i costruttori, la Ferrari detiene il record di vittorie con undici: due a Watkins Glen, cinque a Indianapolis e quattro ad Austin.

 

GP Stati Uniti 2025: guida completa

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Foto interna f1pressarea.pirelli.com

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