Per la Ferrari le settimane a cavallo tra fine estate ed inizio autunno sono state caratterizzate da un clima da porte girevoli. Molto rumore, infatti, hanno scatenato le uscite, con destinazione Audi, di Wolf Zimmermann Lars Schmidt che, in un momento cruciale per lo sviluppo delle power unit 2026, hanno creato un "vuoto" nel Reparto Motori del Cavallino. Mentre da fuori la situazione alla vigilia del debutto dei nuovi regolamenti, che porteranno enormi novità sia a livello aerodinamico che motoristivo, è apparsa fluida, da Maranello sono presto arrivate le smentite e si è subito professata calma, sostenendo che il reparto diretto da Enrico Gualtieri (che ne ha ora pieni poteri dopo l'addio dei due importanti collaboratori), sta lavorando a pieno ritmo e massima concentrazione sulla nuova unità motrice.
Una PU su cui, a quanto appreso da nostre fonti sin dallo scorso maggio, la Scuderia aveva voluto sperimentare delle soluzioni innovative a livello di materiali, come una testata in acciaio: idea abbandonata (non si sa con quali tempistiche...) in favore di soluzioni classiche, in alluminio additivato, per ottenere livelli di affidabilità e potenza che, date le temperature e le pressioni in gioco, la prima soluzione non garantiva. Per questo i test di durata al banco (per ricercare l'affidabilità utile a garantire una vita dell'unità che permetta di affrontare la stagione con le unità permesse dalla FIA), sono in pieno svolgimento. Ma, malgrado quanto riportato da altre testate, non è noto in quali condizioni i target prefissati siano stati centrati e se possano essere rassicuranti o meno. Non solo, poiché oltre alla affidabilità, i tecnici di Enrico Gualtieri dovranno anche andare alla ricerca della potenza utile a rendere la power unit quantomeno competitiva. E, secondo informazioni in nostro possesso, la situazione sotto questo aspetto non appare troppo rosea: il Cavallino, almeno ad inizio anno, con tutta probabilità sarà arretrato rispetto a Mercedes, la cui unità viene indicata da tutti come quella che fisserà l'asticella. Come si dice, Vox populi...
E il popolo, o una parte, ha reso noto al Cavallino delle indicazioni non molto lusinghierhe relative al lavoro che in Emilia è nel pieno dello svolgimento per lo sviluppo del nuovo motore. Come noto, a Maranello sono da poco arrivati tecnici provenienti da altri team, Alpine su tutti, che dopo aver chiuso il programma PU 2026 ha liberato i propri ingegneri, presto accasati in nuove realtà. Ebbene, secondo quanto appreso in questi giorni, gli ingegneri arrivati da Viry-Chatillon non hanno elogiato il lavoro dei motoristi Ferrari, sostenendo che il motore Alpine (la cui progettazione e sviluppo sono stati interrotti anzitempo per scelte prese dai vertici aziendali, stoppando la sua vita alla fase embrionale, senza permettere quindi di "spremere" cavalli), al banco risultava più performante rispetto a quella che sta nascendo a Maranello. Una voce che, in una fase in cui i tecnici della Rossa stanno già pensando alla produzione delle componenti che equipaggeranno la power unit della 678 nei primi test, potrebbe rappresentare un duro colpo per la validità del lavoro svolto in questi mesi. A ben vedere, però, tali indicazioni potrebbero rappresentare un "aiuto" per la squadra di Enrico Gualtieri, utili per correggere eventuali carenze di un progetto nato da un foglio bianco e in cui, anche piccoli dettagli, potrebbero avere grandi conseguenze e portare importanti benefici.
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