Il circuito di Interlagos, intitolato alla memoria di José Carlos Pace (pilota che corse in Formula 1 dal 1972 al 1977, anno quest’ultimo in cui perse la vita in un’incidente aereo nei pressi di Mairiporã, città dello stato di San Paolo) presenta delle caratteristiche molto particolari che negli anni richiedono sempre un’attenta analisi da parte della Pirelli e dei piloti in termini di usura e gestione delle gomme.
Nel 2024 la casa costruttrice aveva nominato delle mescole più morbide C3, C4 e C5, notando però dei problemi in quanto la gomma Soft era particolarmente soggetta al graining. Per tale ragione, quest’anno si è deciso di ricorrere a delle specifiche più dure e di avere la C4 nei panni della Soft.
Nella giornata di sabato abbiamo avuto modo di ammirare il comportamento delle mescole più morbide (C3 e C4) in occasione della Sprint. Le temperature d’asfalto abbastanza fresche, inizialmente sui 25°C, unite ad un asfalto particolarmente ruvido (nel manto stradale sono stati creati dei canali per permettere all’acqua di scorrere velocemente verso l’esterno della pista, una soluzione che potrebbe permettere ai piloti di correre anche in caso di pioggia), generano dei scarsi livelli di aderenza e grip facendo si da gravare maggiormente in termini di usura sulle gomme montate sull’assale posteriore. Problematiche riscontrate dai piloti anche durante la qualifica.
Questo, come ha spiegato anche Mario Isola, direttore motorsport Pirelli al termine della qualifica, fa sì da escludere la Hard C2 dalle strategie, e a rendere C3 e C4 molto vicine in termini di performance. I consigli dispensati dal manager italiano ai tecnici delle varie scuderie: “In termini di tempo totale di gara, ci sono differenze minime tra la strategia ad una e a due soste. Nel caso del singolo pit stop, la combinazione più indicata sembra essere data dall’utilizzo di Soft e Medium. Il vantaggio fornito da una mescola rispetto all’altra è marginale a causa della significativa usura. Le basse temperature dell’asfalto rendono più complicato portare la Hard nella giusta finestra di funzionamento. La mescola bianca, inoltre, tende anche a soffrire maggiormente la scarsa aderenza del tracciato”.

“Se si deciderà di partire con la Soft, il pit stop dovrà avvenire piuttosto presto, indicativamente attorno al 24° giro (ovvero la durata della Sprint, ndr). La finestra del pit stop potrà essere ampliata fino al 30° giro per passare alla Medium. Il livello di usura dell’asse posteriore osservato con la C4 è tale da penalizzare la trazione e richiede una gestione particolarmente attenta da parte dei piloti. Le strategie a due soste prevedono l’utilizzo delle mescole più morbide. Partenza su C4, tratto centrale su C3 e conclusivo a scelta tra una delle due mescole”, ha concluso Mario Isola.
Se si guarda infatti quanto avvenuto nel corso della Sprint, Media e Soft sono state prestazionalmente molto simili e anche il cambio gomme di cui hanno usufruito alcuni piloti montando un set di C4 usate nel corso dell’8° giro con l’esposizione della bandiera rossa, non ha sortito grandi vantaggi ai fini finali del risultato.

Partendo da questa evidenza, oseremmo dire che la mescola C3 gialla sembra essere la più indicata per la gara odierna. Si rinuncia sì ad un po’ di velocità nelle prime fasi dello stint, ma poi permette di condurre un run più costante e longevo. Tendenzialmente le squadre sono più propense a fare una sosta, ma se in testa alla gara qualcuno sarà deciso sin da subito a puntare sui due pit stop e successivamente non lo si vedrà riscontrare particolari difficoltà nel superare i piloti che si ritroverà davanti, la via a due soste sarà presa in considerazione sicuramente anche dagli altri. Un po’ come avvenuto in Messico.
Riassumendo, la Hard dovrebbe essere esclusa dai giochi. Secondo il nostro parere, partire con la Medium permetterà di avere una migliore visione di gara, per cui riteniamo che la C3 sia la mescola più adatta per il primo stint. Successivamente la decisione tra effettuare una o due soste dipenderà sostanzialmente dalla storia della gara. Le condizioni meteo e il livello di grip avranno un peso determinante su questa scelta. Sarà una gara vecchia scuola, da veri pistaioli, in grado di comprendere e saper sfruttare al massimo il mutare delle più lievi condizioni. Interessante vedere anche come deciderà di approcciarsi alla gara Verstappen. Una garanzia di spettacolo, dal momento che scatterà dal fondo dello schieramento.
Foto: Ferrari
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