La Formula 1 sta per affrontare una delle stagioni più rivoluzionarie di sempre. Quello del 2026 sarà infatti il cambio regolamentare più grande degli ultimi dieci anni. Le monoposto ad effetto suolo lasceranno il posto a quelle con l'aerodinamica attiva, sparirà il DRS, e anche i motori saranno completamente riprogettati.
La FIA ha voluto questi cambi anche per incasinare tutti i team che dopo quattro anni a sviluppare componenti rispettando un regolamento, dovranno adesso ripartire da zero. Molti sono infatti i dubbi e, secondo quanto riportato da racingnews365, proprio la Ferrari potrebbe già star lavorando ad una "versione B" della monoposto.
Lo stesso Fred Vasseur ha confermato che la vettura della Rossa, con specifiche di lancio, sarà sostanzialmente diversa da quella che poi scenderà in pista a Melbourne. Intervenendo durante la riunione natalizia del team a Maranello, il team principal ha delineato una strategia di sviluppo in due fasi.
Le specifiche iniziali serviranno principalmente come piattaforma di prova durante le sessioni a porte chiuse di Barcellona alla fine di gennaio. Queste prime prove si concentreranno sulla convalida delle soluzioni di packaging, della fluidodinamica e dei sistemi di gestione elettronica delle nuove unità di potenza, piuttosto che sulle prestazioni vere e proprie.
Le prestazioni non saranno infatti la priorità al Montmeló, poiché le specifiche di Barcellona sono state progettate come banco di prova in pista per la convalida dei sistemi fondamentali.
Le sessioni di test in Bahrain vedranno invece l'evoluzione della vettura verso specifiche più definitive in diverse aree aerodinamiche critiche. Questo approccio di sviluppo progressivo consentirà alla Ferrari di mettere in pratica le lezioni apprese dalle prime prove, mantenendo al contempo un approccio cauto nei confronti delle incognite tecniche.

La sezione del muso sarà un elemento cruciale per tutti i team con le nuove normative. Oltre ai requisiti di sicurezza più severi, tra cui un crash test obbligatorio in due fasi, l'introduzione dell'aerodinamica attiva ha reso necessario un ripensamento completo di quest'area. L'ottimizzazione del flusso d'aria verso il fondo e le prese d'aria laterali rappresenta una sfida fondamentale, in particolare perché i team perseguono un'ulteriore miniaturizzazione dei radiatori.
Nelle specifiche definitive della vettura Ferrari, il posizionamento del radiatore potrebbe differire notevolmente dalla versione di lancio, consentendo un restringimento più aggressivo della sezione posteriore e una gestione del flusso d'aria significativamente più pulita.
Anche il design delle sospensioni sembra già destinato ad essere rivisto, con indicazioni attuali che suggeriscono come la Ferrari tornerà al push-rod sia nella parte anteriore che in quella posteriore. Questa decisione non deriva da un fallimento fondamentale della configurazione a tiranti anteriori della SF-25, ma piuttosto dai vantaggi teorici offerti dal riposizionamento dei componenti interni.
Il push-rod infatti consente teoricamente un restringimento più pronunciato delle sezioni inferiori del telaio, con conseguente profilo del muso più sottile e packaging posteriore più compatto, garantendo al contempo un flusso d'aria adeguato al diffusore posteriore. Quella che vedremo dunque il 23 gennaio potrebbe dunque essere una Ferrari completamente diversa da quella che poi Charles Leclerc e Lewis Hamilton guideranno durante tutta la stagione.
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