Ferrari SF-26, scelte coraggiose per la Rossa del riscatto: analisi tecnica
23/01/2026 20:30:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Dopo molta attesa, la Ferrari ha finalmente mostrato al mondo la nuova SF-26, vettura con cui il Cavallino entra nella nuova era regolamentare della F1. Una monoposto che dovrà permettere a Lewis Hamilton e Charles Leclerc di tornare in lotta per la vittoria dopo annate davvero difficili. Per farlo la Scuderia ha prodotto la SF-26, vettura nata da un foglio bianco e figlia dei nuovi diktat tecnici, più corta, stretta, leggera e con una power unit rivoluzionata, capace di produrre metà della potenza con il motore endotermico e metà con quello elettrico. Un'auto, la prima del nuovo direttore tecnico Loic Serra, che dovrà innovare e la cui bontà inizierà essere valutata dai test di Barcellona, dove però la Ferrari (come i rivali), non andrà in pista con la vettura che inizierà il mondiale, ma con quella che sarà la base per lo sviluppo per l'anno a venire.

Tra estetica e sostanza

La prima novità è quella cromatica, con il ritorno di un rosso più brillante, unito da una ampia porzione di bianco sulla parte superiore dell'auto, che riporta a livree del passato. Passando alla sostanza, la Rossa è tornata alla sospensione anteriore push rod, rinunciando ai benefici aerodinamici garantiti dal tirante del 2025: il triangolo superiore è ancorato alla parte superiore del telaio, quello posteriore è molto inclinato all'indietro, esasperando la ricerca dell'effetto anti-dive. In questa zona è stato sposto il braccio dello sterzo dietro al triangolo inferiore: un concetto portato al debutto dalla McLaren lo scorso anno. Nella disposizione dei triangoli, la Ferrari ha cercato di portare avanti le ruote anteriori per avere maggiore spazio dal corpo vettura e avere un body investito da un flusso poco turbolento. Novità nel muso, scavato nella parte inferiore per riuscire a incalare il flusso nel sottovettura e alimentare il fondo grazie al canale creato dai piloni che collegano l’ala con il naso (che contiene i comandi idraulici per l’attivazione dei flap mobili), che termina con gli endlplate, pensati per cercare un effetto outwash dei flussi d'aria rispetto alle ruote anteriori.

Ferrari SF-26, scelte coraggiose per la Rossa del riscatto: analisi tecnica

Alcune conferme...

Gli inlet dei radiatori restano ad L capovolta, come lo scorso anno, ma più scavato in basso. Mantenuto anche il sottoquadro per portare molta aria dalle pance verso il fondo, similmente a quanto visto sulla SF-25. Il lavoro sulla power unit (deliberata con la innovativa testata in acciaio) ha permesso di avere masse radianti più piccole rispetto ai rivali, per dare agli aerodinamici modo di deliberare una macchina con minore drag. Molto marcata la CocaCola al retrotreno, specie nella parte centrale, unita al down wash nella zona laterale delle fiancate. Tornati i bargeboard vistosi, con tre scimitarre sovrapposte, legate al profilo verticale che è retto da due tiranti: uno in carbonio e uno metallico, pensato per sostenere il marciapiede che, per ora, presenta due soffiaggi sul bordo d’uscita davanti alla ruota posteriore. Confermato il piccolo airscope triangolare, seguito da una ampia pinna utile a minimizzare le imbardate del veicolo in curva, con due prese d'aria per raffreddare i servizi e sfoghi seghettati. Ai margini presenti due piccole corna per pettinare i flussi verso il posteriore.

Ferrari SF-26, scelte coraggiose per la Rossa del riscatto: analisi tecnica

Aria calda e posteriore

Per il momento la rossa ha significativi sfoghi dell’aria calda nel cofano, ma solo una piccola feritoia dietro l’attacco dell’Halo, con tutto il calore evacuato in coda. Ma, con tutta probabilità, questa configurazione sarà temporanea. Debutta, al posteriore, la sospensione push rod che ha preso il posto della pull rod della SF-25: una scelta che ha richiesto di ridisegnare la scatola del cambio per portare i cinematismi nella parte superiore, liberando la parte bassa del diffusore per avere un maggiore passaggio d’aria. Una sospensione coraggiosa, multilink nella zona di attacco al porta mozzo, con un triangolo simulato, il cui braccio anteriore è più inclinato di quello dietro per cercare l’effetto anti squash. Tornano, al posteriore, i piloni di sostegno dell'ala, che ha il profilo principale a leggero trapezio nel bordo d’entrata e è leggermente a cucchiaio nella sezione frontale. Una spec che potrebbe già essere la versione con cui la SF-26 girerà al Montmelò.

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Foto copertina www.ferrari.com


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