Archiviata la cinque giorni di test a porte chiuse a Barcellona, primo atto della stagione 2026 di F1, iniziano a emergere i primi dati su cui è possibile costruire le prime analisi sul valore dei team. Analisi di massima, perché in questa fase dell'anno i tempi sul giro contano poco o nulla (i team stanno esplorando le nuove auto nate da un foglio bianco), e l'unico parametro che davvero conta è quello del numero di giri compiuti: indice utile per valutare affidabilità e preparazione dei progetti in vista del primo GP dell'anno. In Spagna, infatti, l'unico obiettivo delle squadre (e ancor più dei costruttori) era la verifica del corretto funzionamento delle nuove power unit, in modo da ottenere indicazioni su cui gettare le basi per lo sviluppo dei progetti.
Vedendo la classifica dei giri completati, la Mercedes ha chiuso il test con 500 giri completati: dato che conferma come la power unit di Brackley possa macinare chilometri senza criticità e che conferma i rumors legati alla bontà del progetto della Stella. Un dato positivo, anche in virtù delle voci dei mesi passati, è quello legato alla power unit Ferrari, che con la Scuderia ha coperto 437 giri (circa 2700 km) utili ad ottenere conferme di affidabilità e raccogliere dati. Insomma, uno score che, per ora, può soddisfare il team italiano in merito ad un progetto che, almeno sul piano della solidità, sembra avere solide basi. Ma la reale solidità della power unit del Cavallino, così come delle altre, potrà essere certificata solo dopo i test in Bahrain. Probabilmente, infatti, solo a Sakhir verranno alla luce eventuali problemi di durata della unità motrice.
Nel 2026, infatti, ogni pilota potrà usare un numero massimo di tre unità motrici prima di incappare in penalità (solo due le centraline e pacchi batteria). Con dei conti abbastanza approssimativi, ma indicativi, ogni PU dovrà coprire sui 6mila chilometri per riuscire a chiudere l'anno entro i paletti imposti dalla FIA. Per questo, quindi, per la Ferrari, ma non solo, capire quanti km potrà compiere una unità sarà davvero importante. Per quanto detto, numeri alla mano, i test in Bahrain saranno cruciali per avere dei responsi affidabili e indicativi sulla realtà affidabilità motoristica, visto che con tutta probabilità, come ci è stato suggerito da una fonte ben informata, il Cavallino userà la stesse PU del test in Spagna, così da coprire il chilometraggio necessario e poter valutare in modo chiaro il comportamento (e gli eventuali problemi) dello 067/6 sulla lunga durata.
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