I primi test della nuova era 2026 non hanno portato soltanto dati e chilometri, ma anche interrogativi concreti. Dopo tre giorni intensi a Barcellona, Esteban Ocon e Oliver Bearman lasciano lo shakedown con una sensazione comune: seguire e superare un’altra vettura potrebbe rivelarsi più complicato del previsto, nonostante le nuove regole e la modalità Overtake pensata per favorire i duelli in pista.

La Haas ha sfruttato appieno i tre giorni concessi, completando quasi 400 giri con la VF-26, la monoposto che inaugura il nuovo regolamento tecnico: meno carico aerodinamico, minore resistenza all’avanzamento, linee più pulite e un sistema di sorpasso che sostituisce il DRS con una spinta di potenza attivabile entro il secondo di distacco.
Eppure, le prime impressioni non sono delle più rassicuranti.
«Ho seguito alcune vetture», racconta Ocon. «Sembra che si perda parecchio carico all’anteriore, forse anche più di prima, ma dovremo analizzare meglio i dati».
Il francese ha testato anche la nuova modalità Overtake, restando però cauto nelle valutazioni:
«Non voglio trarre conclusioni affrettate… per ora sembra difficile superare. È solo una prima impressione, ma spero che col tempo diventi più semplice».
Una percezione condivisa anche da Oliver Bearman.
«Sono riuscito a fare qualche giro dietro ad altre vetture e devo dire che è stato un po’ più difficile seguire», spiega il giovane britannico, che ha avvertito «un cambiamento piuttosto significativo nell’equilibrio rispetto all’aria pulita, leggermente più marcato rispetto alla generazione precedente».
Bearman non ha ancora potuto testare la modalità di sorpasso in un contesto reale di duello:
«No, non ho avuto occasione di usarla per superare qualcuno… l’ho provata soltanto in aria pulita. Dovremo capire che differenza farà anche dal punto di vista del raffreddamento e di altri aspetti».
Le nuove regole promettevano gare più combattute, ma i primi feedback dei piloti Haas raccontano uno scenario più complesso. La VF-26 è ancora tutta da esplorare e i team hanno davanti mesi di sviluppo, ma una sfida appare già evidente: rendere queste monoposto capaci non solo di essere veloci, ma di correre davvero una vicino all’altra.
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