Buona la prima. Per la Ferrari, il primo atto della stagione 2026 di F1, andato in scena in Spagna con lo shakedown delle nuove monoposto (nate da un foglio bianco e con novità aerodinamiche e motoristiche), è stato positivo.
La SF-26, di fatto, ha girato senza intoppi e mostrato segnali incoraggianti, che i tecnici del Cavallino sperano di poter confermare nel corso della prima sessione di test in Bahrain. E per farlo, il lavoro di preparazione in sede a Maranello è stato meticoloso, con un profondo lavoro di analisi dei dati raccolti e di valutazioni tecniche per l’avvenire, legate soprattutto agli sviluppi da spedire a Sakhir: il primo pacchetto di novità per la Rossa 2026.
Segnale che il team italiano inizierà a cercare la prestazione, come invece non era accaduto a Barcellona (malgrado Hamilton abbia chiuso i test catalani in testa alla classifica dei tempi).
Il Cavallino, quindi, ha girato per raccogliere dati sul comportamento della vettura e sul corretto funzionamento della power unit. Non solo, perché dalla tre giorni catalana la Rossa ha riscontrato una buona correlazione dati tra galleria del vento e la realtà della pista.
Come riportato da “Motorsport.com”, è stato possibile aggiornare il simulatore in modo da offrire ai piloti reazioni virtuali quanto più vicine possibili a quelle reali. Un fattore che permetterà ai tecnici diretti da Loic Serra di valutare al meglio ogni possibile sviluppo prima di deliberarlo e spedirlo in pista.
Lo stesso approccio verrà adottato anche a Sakhir, dove la SF-26 dovrà iniziare a mostrare le carte che ha in mano, essendo ormai acquisita l’affidabilità dello 067/6, confermata anche dai numerosi giri coperti dalla Haas.
Un’affidabilità solida, possibile anche grazie ad alcune soluzioni apparentemente coraggiose, come il piccolo airbox di forma triangolare che appare sull’auto del Cavallino. Un elemento che indica come i sistemi di raffreddamento del motore italiano siano racchiusi nelle pance, come negli scorsi anni, a differenza di quanto mostrato dai rivali.
Ma proprio in quest’area la Scuderia si sta preparando a “stupire”, visto che probabilmente, prima della prima gara della stagione, arriveranno forme della fiancata più tirate. Una rastremazione resa possibile dalla coraggiosa soluzione del motore termico dotato della famosa testata in acciaio, capace di lavorare a temperature più elevate e garantire uno smaltimento termico migliore.
Un “jolly” che richiede masse radianti più piccole e leggere, garantendo benefici sia nella riduzione delle masse sia in termini di vantaggi aerodinamici.
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