F1, Newey avverte: «L’Aston Martin di Melbourne sarà molto diversa...»
09/02/2026 07:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Era la più attesa delle undici monoposto che prenderanno parte al campionato 2026 di Formula Uno. E l’attesa è stata ben ripagata, visto che sin dalla sua prima uscita pubblica la nuova Aston Martin AMR26 ha suscitato grande curiosità tra fan e addetti ai lavori, a causa delle diverse soluzioni intriganti che presenta.

Tra le varie cose, a farsi notare è stato il retrotreno, anche se analisi più approfondite hanno mostrato come anche l’avantreno della vettura “verdone” sia estremo e ricercato. Proprio del grande lavoro svolto sulla nuova nata del team di Silverstone ha parlato Adrian Newey, il ‘padre’ della vettura della compagine di Lawrence Stroll, in una lunga intervista rilasciata al sito ufficiale della scuderia. Nel farlo, “The Genius” ha spiegato come l’auto vista al Montmelò sia solo la base di quella che disputerà la stagione.

Debutto… in ritardo

Secondo il team principal dell’Aston, la vettura che scenderà in pista a Melbourne sarà molto diversa rispetto a quella che ha debuttato in Spagna e che da mercoledì scenderà in pista in Bahrain.

“Abbiamo cercato di costruire qualcosa che speriamo abbia potenziale di sviluppo. Era importante evitare di progettare un’auto magari ‘puntuale’ come tempistiche, ma con poco potenziale di crescita. Essere in pista a Barcellona è stata una corsa contro il tempo: la macchina ha preso forma nelle ultimissime settimane. Non è stato facile per i miei ingegneri accettare le sfide che ho posto, ma era importante riuscire a ‘miniaturizzare’ tutto e rendere l’AMR26 più compatta possibile. Ci siamo concentrati molto sui fondamentali, impegnandoci al massimo, sapendo che alcune appendici che possono essere modificate nell’anno avranno un buon potenziale di sviluppo.

Sviluppo intenso

Nella sua intervista, Newey ha posto l’attenzione sull’importanza dello sviluppo della monoposto durante l’anno, ma anche sulla crescita e sul miglioramento continuo del team e delle metodologie di lavoro.

“L’AMR26 che correrà a Melbourne sarà molto diversa da quella che si è vista allo shakedown di Barcellona, e l’AMR26 con cui concluderemo la stagione ad Abu Dhabi sarà molto diversa da quella con cui la inizieremo. È importante mantenere una mentalità aperta. Io team principal? Per me è semplicemente un titolo. Il ruolo all’interno del team è cercare di fornire una direzione, un’etica, una cultura che tutti i membri della squadra rispettino. Cerco di dare il buon esempio a tutti, almeno quando mi è possibile. In realtà si tratta di far crescere tutti: stiamo cercando di crescere a tutti i livelli, in modo da lavorare bene insieme e ottenere il meglio l’uno dall’altro”.

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Foto copertina x.com


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