Oggi pomeriggio la McLaren ha ufficialmente tolto i veli dalla MCL40 e mostrato al pubblico la livrea con cui girerà sui circuiti di tutto il mondo durante la stagione 2026. Sono stati molti i temi che l’amministratore delegato della casa di Woking ha trattato nel corso dell’evento. Trattandosi del team campione del mondo in carica (piloti e costruttori) non poteva essere altrimenti.
Noi abbiamo però deciso di concentrarci su una domanda in particolare, quella riguardante la power unit Mercedes. Cosa ne pensa la McLaren dell’accesa controversia nata attorno al rapporto di compressione (l’unità sembrerebbe riuscire a lavorare con un valore di 18:1, contro il 16:1 permesso da regolamento) dal momento che la sua MCL40 potrà utilizzare proprio l’unità in questione nel 2026?
Teme di poter essere costretto a dover saltare dei GP nel caso in cui la FIA dovesse cogliere in fallo l’unità di Stoccarda? La risposta di Zak Brown è arrivata con assoluta calma, ma altrettanta schiettezza: “Non riesco ad immaginare un GP d’Australia senza i team motorizzati Mercedes. Si tratta di una tipica politica di F1. Il motore è stato progettato nel pieno rispetto delle regole. È questo lo scopo dello sport. Non credo ci sia un vantaggio significativo. Stanno solo raccontando storie, in realtà il motore ha superato tutti i test in modo impeccabile", riporta la 'BBC'.

Come era comprensibile il manager statunitense ha difeso a spada tratta il proprio fornitore e a chi gli ha domandato se pensa che il suo team possa essere penalizzato da questa partnership tecnica, con la Mercedes che potrebbe decidere di tenersi per sé tutti gli aggiornamenti migliori, almeno in prima battuta, Brown chiosa perentorio: “Riceviamo parità di trattamento. Negli ultimi due anni abbiamo dimostrato che i clienti non hanno degli svantaggi rispetto ad un costruttore, quindi non vedo perché nel 2026 le cose dovrebbero andare diversamente”, ha concluso.
Foto copertina e interna: McLaren
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