Oggi pomeriggio si è conclusa la prima sessione di test in Bahrain. La Pirelli, per questi tre giorni di attività aveva nominato solamente tre mescole. La C1, la C2 e la C3, ovvero le gomme più dure del lotto, tra l’altro quelle che si dovrebbero avere a disposizione nel corso del GP. La prossima settimana si vedranno anche la C4 e la C5, compound di cui si aspetta ancora il debutto nel 2026 (a Barcellona avevamo avuto sempre le tre mescole più dure).
La F1 è solamente all’inizio della sua nuova era regolamentare, ma il direttore motorsport della Pirelli può dirsi finora soddisfatto del grande lavoro di sviluppo fatto lo scorso anno per giungere con la preparazione adeguata al grande cambiamento che attendeva: “Questi primi tre giorni di test a Sakhir hanno confermato, come accaduto a Barcellona, che i risultati raccolti durante i test di sviluppo dello scorso anno con le mule car, sono sufficientemente rappresentativi. Le caratteristiche delle mescole ci appaiono in linea con le aspettative e anche i feedback ricevuti dai piloti sono positivi. Abbiamo notato una buona resistenza meccanica da parte della mescola. La comparsa del graining è risultata ridotta e il problema del surriscaldamento sembra essere sotto controllo.”

Ovviamente anche se si tratta di dati estremamente positivi, Mario Isola ricorda però che trattandosi di test bisognerà attendere che i piloti spingano le vetture al limite prima di poter trarre le conclusioni finali: “Siamo ancora in una fase di sperimentazione per i conducenti, devono ancora adattarsi al sistema di erogazione della potenza. L’evidenza di alcuni flat spot (appiattimento temporaneo o permanente che si manifesta in alcuni casi sugli pneumatici, ndr) ci può far pensare che i piloti abbiano cambiato approccio alle curve. L’erogazione elettrica tende a far slittare l’asse posteriore in uscita dai tornanti, aumentando la temperatura della superficie delle gomme e causando una leggera perdita di aderenza”, ha affermato il manager italiano.

“La prossima settimana pensiamo che dovremmo assistere ad un miglioramento nelle prestazioni delle vetture, anche se non sveleranno ancora il massimo del loro potenziale. Solamente al termine potremmo avere un quadro più completo riguardo a cosa potremmo attenderci da questo inizio di stagione. I dati che riceveremo ci permetteranno di definire al meglio la nomination per il GP di Miami (1-3 maggio, ma resta da definire anche la selezione per Sakhir e Jeddah, appuntamenti che vengono prima di quello statunitense, ndr), la prima tappa per cui non abbiamo ancora inviato le nostre scelte ai team”, ha concluso.
In questi tre giorni, a Sakhir, sul Bahrain International Circuit sono stati percorsi da tutte le monoposto 20.673 chilometri. Ovvero oltre la metà di un giro completo della Terra visto che la sua circonferenza misura 40.000 km. La distanza è stata comperta per il 51% sulla C3, la gomma che verrà usata maggiormente durante l'anno. I set usati in questo caso sono stati 144 contro i 79 per la C2 e i 42 per la C1.
Foto: Pirelli
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