Durante l’ultima sessione di test in Bahrain, la Pirelli ci ha concesso l’occasione di scambiare due parole a distanza con il direttore motorsport, Mario Isola, in merito all’inizio di questo attesissimo mondiale. Cosa possiamo attenderci dal cambiamento regolamentare? Ci sono aspetti a cui i piloti dovranno prestare più attenzione piuttosto che ad altri?
Assieme al nostro direttore, Daniele Muscarella, abbiamo toccato alcune tematiche che hanno fornito degli spunti di discussione interessanti. Il primo che vi proponiamo è emerso proprio dalle parole rilasciate da Isola al termine della prima sessione di test. Il manager italiano aveva fatto una curiosa affermazione: “L’evidenza di alcuni flat spot sui pneumatici ci può far pensare che i piloti potrebbero aver cambiato il loro approccio alle curve”.
Le sue parole avevano catturato la nostra attenzione e partendo dal fatto che le sessioni tra Barcellona e la prima settimana a Sakhir non avevano avuto molta visibilità, abbiamo domandato ad Isola se i flat spot fossero comparsi più all’anteriore, con i piloti che cercavano di sfruttare il più possibile le max velocità raggiunte in rettilineo, oppure se avevano riguardato più il posteriore a causa di una diversa gestione del recupero di energia.
Ma soprattutto, la Pirelli, aveva previsto uno scenario simile? La risposta di Mario Isola: “Ci aspettavamo di avere più bloccaggi all’anteriore. Tipicamente li si hanno lì, è l'asse dove la frenata è certamente più importante. Quando esageri e hai difficoltà a modulare la frenata è proprio questo che accade. Soprattutto proprio perché la fase di frenata è differente quest’anno rispetto al 2025. Per i motivi che conosciamo i piloti vanno ad insistere sull’asse che ti permette di avere più efficienza e fiducia in frenata, e in questo caso l’anteriore”.

Dopo aver chiarito che l’assale anteriore è quello senz’altro più a rischio di bloccaggi, il direttore motorsport Pirelli ha risolto anche i nostri dubbi riguardo a ciò che avviene alle spalle del pilota: “L’asse posteriore subisce un altro effetto, che merita anche una certa attenzione: lo scivolamento in uscita di curva. Essendo le monoposto 2026 delle auto completamente nuove, i team stanno ancora lavorando sull’erogazione di potenza. Fa parte della curva di apprendimento. Quest’erogazione di potenza in uscita di curva, con una parte elettrica più preponderante rispetto allo scorso anno, fa sì che si generino degli scivolamenti che possono essere anche invisibili ad occhio nudo”.
Un effetto nuovo che i conducenti si dovranno abituare a gestire. Sarà questo l'incubo dei piloti nel 2026? “Le vetture 2026 non sono dei Dragster che vanno via con le ruote che pattinano”, ha continuato Isola approfondendo il discorso. “Si tratta di micro-scivolamenti che di fatto innalzano la temperatura superficiale al posteriore e questo genera più degrado. Cosa che accade quando vai a scaldare troppo la superficie dello pneumatico. Si perde grip”.
Fortunatamente si tratta “di un degrado reversibile, ovvero che rientra se si riesce a portare la mescola alla giusta temperatura d’esercizio, però è qualcosa su cui dovranno lavorare, perché è un’area in cui c’è della performance da sbloccare. Sia nella fase di frenata che nell’uscita di curva”.
Nulla di allarmante dunque, anche perché, come ci è stato confermato da Isola: “Il degrado è una cosa che si vede. Basta analizzare i dati raccolti in questi giorni. Si osserrva un degrado sui long run. Qualcuno ha fatto degli stint anche di 15-20 giri, andando ad utilizzare anche la Hard, quindi i dati ci sono. I valori di degrado saranno gli stessi che vedremo in gara? Ni. Nei weekend del mondiale ci saranno delle temperature più alte, ma delle vetture più mature. I piloti riusciranno a tenere più sotto controllo questo effetto, di conseguenza assisteremo a delle diverse situazioni”, ha chiosato sull’argomento.
Condivideremo con voi altre parti della chiacchierata avuta con Mario Isola in questi giorni.
Si ringrazia la Pirelli e Mario Isola per la cordialità e la disponibilità mostrata nell’intervista. La riproduzione parziale di questa intervista esclusiva è possibile previa citazione dell’autore (Marco Sassara) e della fonte formula1.it con il link al contenuto originale.
Foto: Formula1.it
Leggi anche: Dubbi sull’innovazione Ferrari: la scelta che divide
Leggi anche: McLaren: Norris conclude i test rallentato da un problema causato da Piastri
Leggi anche: Pirelli, Isola: «Non tutti si sono concentrati sull'ottimizzazione del pacchetto»
Leggi anche: Ferrari al top nei test, Vasseur: «Volevamo delle basi forti, obiettivo centrato»