Mancava solo l'ufficialità della notizia più discussa del periodo, ed oggi è arrivata per mano del direttore di gara Rui Maruqes: in occasione del GP d'Australia, la Formula 1 avrà una "pre-partenza". Ci saranno 5 secondi tra l'arrivo dell'ultima vettura e l'accensione dei semafori, il che permetterà ai piloti di portare le turbine ai giri alti ed evitare gli stalli che si erano visti durante i test. Infatti, l'MGU-H aiutava a convertire i gas esausti in energia, per avere spinta maggiore al via, ma in questa generazione è stato tolto. Al contempo, l' MGU-K entra in funzione solo dopo i 50 km/h, causando un "turbo lag".
Una modifica volta alla sicurezza, ma che suona come uno smacco per la Ferrari, che aveva anticipato il problema alla FIA, ma non era stata ascoltata. "Noi abbiamo stabilito l'architettura del motore secondo i criteri del regolamento", aveva poi detto Vasseur ai media. Infatti, la power unit di Maranello è l'unica con un turbo più piccolo, e dalle prove di partenza in Bahrain si vedeva un netto vantaggio di quei motorizzati sugli altri. "Se hanno paura, che partano dalla pit-lane", aveva aggiunto poi il team principal francese. Una segnalazione che non è stata accolta, e che ora rischia di gravare sul bilancio di tutta la stagione. L'aggiunta dei 5 secondi è l'unica soluzione realizzabile al momento, dato che l'alternativa sarebbe cambiare il regolamento per far entrare subito l'MGU-K in azione; tuttavia, anche in quel frangente ci sarebbe poi da rallentare per tutto il primo giro, vista la grande quantità di energia usata nei metri iniziali. E ancora una volta emerge una criticità di questa Formula 1: chi innova, e si staglia oltre gli altri, viene poi abbattuto dalla massa.
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