F1, Turrini: «Ferrari non siamo al minimo sindacale. Tombazis? Da licenziamento...»
07/03/2026 12:15:00 Tempo di lettura: 3 minuti

La nuova era della Formula 1 è ormai iniziata e, al termine della prima qualifica dell'anno a Melbourne, sono emerse le prime gerarchie che andranno a caratterizzare quantomeno la prima fase del nuovo campionato. All'Albert Park, dove domani scatterà il GP d'Australia, la Mercedes ha messo in mostra tutta la sua forza di cui si era parlato in inverno, visto i piloti del team di Toto Wolff hanno centrato le prime due piazze, monopolizzando tutta la prima fila e infliggendo distacchi importanti ai rivali: George Russell ha colto la pole position, seguito da Antonelli. Gran terzo posto per la Red Bull di Isack Hadjar, seguito dalla Ferrari di Charles Leclerc. E forse, dopo i buoni riscontri dei test, è proprio la Ferrari il team che ha vissuto la maggior delusione a Melbourne, essendo in affanno e alle prese con problemi legati al motore, come mostrato anche dal settimo posto di Lewis Hamilton, che ha faticato a mettere insieme un buon giro.

Bicchiere mezzo vuoto

L'alba del nuovo mondiale, quindi, è stata abbastanza amara per tutti, visto che la Mercedes ha stupito i rivali e inflitto loro gap ben più pesanti rispetto alle previsioni più favorevoli. Motivo per cui mancano i motivi per gioire per tutti gli altri dieci team della griglia, Ferrari compresa. La Scuderia, da una parte, ha confermato quanto mostrato nei test, con una SF-26 che pare esser comunque nata sana, apparendo però ancora alla prese con problemi di gioventù, emersi a cavallo tra Q2 e Q3, relativi alla gestione dell'energia elettrica della power unit e della ricarica delle batterie. Un quadro che ha concorso (insieme a problemi di gestione delle temperature nel giro di preparazione del Q3 e della finestra di utilizzo delle gomme) a portare al Cavallino a vivere un sabato alquanto deludente per il risultato finale. Uno score che non ha permesso alla Rossa di centrare quello che era l'obiettivo minimo: essere la seconda forza alle spalle della Mercedes che, come da tempo previsto, la sta facendo da padrona, complici anche le falle nel regolamento tecnico.

Turrini, la sua visione

E di tutto questo ha parlato Leo Turrini nel suo blog "Profondo Rosso", analizzando sia il sabato della Ferrari che il momento della Mercedes e dei suoi piloti. "La Mercedes di Tombazis è dominante. Troppo. [...] Conoscete tutti la famigerata menata del barbatrucco sul motore. [...] Scrivere un regolamento non è semplice. Ma stilarlo in modo da permettere interpretazioni in grado di alterare l’equilibrio tra competitor, insomma. e’ roba da licenziamento in tronco.
A maggior ragione quando già si sa che fra poche settimane la norma verrà corretta. [...] La McLaren ha lo stesso motore del team di Toto Wolff. [...] Mi viene in mente una frase di Simone Resta. Suonava così: e’ un errore credere che tutto nel 2026 dipenderà dalla PU. In gara non vedo come Russell possa perdere. [...] E Ferrari? Già, la Ferrari… Non ha saputo sistemare le caselle del mosaico, visto che Leclerc è stato più lento della Red Bull di Hadjar. Hamilton sta addirittura più indietro. Non mi delude restare dietro le Mercedes. Ma il minimo sindacale dovrebbe essere il ruolo di prima alternativa. Così non è. [...] Non ci siamo ancora"
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Foto copertina x.com


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