Russell non perdona: «Le peggiori da guidare? Dipende da dove sei in classifica»
09/03/2026 18:10:00 Tempo di lettura: 3 minuti

George Russell non ci gira intorno. Dopo aver dominato la gara inaugurale della nuova era tecnica, risponde alle critiche di Lando Norris sulle vetture 2026 con una stoccata che accende subito il dibattito.

E leggendo le sue parole, spezzate e contestualizzate, emerge un ritratto lucidissimo del paddock: tutti criticano finché non vincono.

Russell risponde a Norris: “Se fosse davanti, direbbe altro”

Russell non perdona: «Le peggiori da guidare? Dipende da dove sei in classifica»

Lando Norris aveva definito le nuove monoposto “le peggiori da guidare”, un giudizio durissimo arrivato dopo un weekend complicato per la McLaren. Russell, invece, reduce da una vittoria dominante, non si trattiene.

"Se stesse vincendo, non credo che direbbe la stessa cosa."
È una frase che pesa: Russell insinua che il malcontento di Norris sia più legato ai risultati che al regolamento. Poi entra nel merito, ricordando che anche Mercedes ha vissuto momenti difficili.

"Non eravamo contenti della rigidità delle auto lo scorso anno e del porpoising, tutti avevano mal di schiena e i piloti se ne lamentavano."
Qui Russell riconosce che le lamentele sono legittime ma non sempre sincere.

E continua:

"I piloti della McLaren dicevano che non c'era porpoising anche se guardavamo la loro auto e vedevamo che c'era."
Un’accusa diretta: secondo lui, McLaren minimizzava i problemi quando era competitiva.

“Tutti guardano a se stessi”: il gioco dei risultati

Russell allarga il discorso, trasformandolo in una riflessione sul paddock.

"Quindi, sapete, tutti guardano sempre a se stessi e siamo tutti egoisti in questo senso."
È una frase che descrive perfettamente la psicologia della F1: ogni giudizio è filtrato dalla posizione in classifica.

Poi arriva il passaggio più interessante, quello che mette a confronto i due team.

"La verità è che l'anno scorso avevamo lo stesso motore e la McLaren ha fatto un lavoro migliore del nostro e ci ha battuti."
Un’ammissione rara: Mercedes riconosce di essere stata inferiore.

E chiude ribaltando la situazione attuale.

"Ora la McLaren ha lo stesso motore nostro, lo stesso della Williams e lo stesso dell'Alpine, e finora abbiamo fatto un lavoro migliore del loro. È così che funziona questo gioco."
Una conclusione che è quasi una sentenza: chi è davanti difende il regolamento, chi è dietro lo critica.

Le parole di Russell sembrano mostrare un paddock in cui la percezione tecnica cambia in base ai risultati.

La verità, come sempre in Formula 1, sta nel mezzo: le vetture 2026 sono complesse, fisiche, controverse ma anche un terreno di gioco dove chi interpreta meglio vince.

E dopo una sola gara, è chiaro che la battaglia non è solo in pista. È anche — e soprattutto — nelle parole.

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