Vibrazioni in calo, pressione in aumento: Honda festeggia il minimo indispensabile
09/03/2026 18:03:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Dopo un Bahrain da incubo, Honda esce dall’Australia con un messaggio finalmente diverso: le modifiche introdotte sulla power unit hanno ridotto le vibrazioni e permesso ad Aston Martin di completare molti più giri del previsto. Non è ancora una svolta, ma è il primo vero segnale che la crisi può essere gestita.

 

Vibrazioni, ricambi limitati e un rischio concreto per i piloti

Vibrazioni in calo, pressione in aumento: Honda festeggia il minimo indispensabile

Il weekend era iniziato con un allarme serio: Aston Martin aveva avvertito che le vibrazioni erano così intense da poter causare danni ai nervi. A complicare tutto c’era anche una situazione critica sul fronte dei ricambi: la squadra aveva portato a Melbourne quattro batterie per la power unit, ma solo due erano funzionanti. Questo significava che né Fernando Alonso né Lance Stroll avevano una batteria di scorta a disposizione.

Nonostante queste limitazioni, Stroll è riuscito a completare 43 giri ed era ancora in pista alla fine, mentre Alonso ne ha percorsi 21 prima del ritiro. Numeri che, viste le premesse, rappresentano un progresso significativo.

 

Orihara: “Le contromisure hanno funzionato in condizioni di gara”

Shintaro Orihara, direttore generale e ingegnere capo Honda, parla con prudenza ma anche con un sollievo evidente.

"A Melbourne abbiamo fatto un altro passo nella giusta direzione. Abbiamo potuto constatare che le contromisure adottate sul nostro propulsore hanno funzionato in condizioni di gara, quando abbiamo disputato il Gran Premio senza problemi di affidabilità. Questo miglioramento è significativo se si considera la nostra posizione in Bahrain rispetto a quella attuale".

 

Le vibrazioni calano, ma la distanza di gara resta un obiettivo

Stroll ha chiuso a 15 giri dalla distanza totale. Non è ancora abbastanza, ma Honda vede un trend positivo.

"Dai nostri dati possiamo vedere che le vibrazioni della batteria hanno continuato a diminuire e ora siamo fiduciosi di essere sulla buona strada per completare l'intera distanza di gara".

Orihara però non si sbilancia sui tempi:

"Sotto questo aspetto siamo sulla strada giusta e dobbiamo mantenere questo slancio."

E chiude con una frase che racconta perfettamente la fase in cui si trovano:

"Ogni giro che riusciamo a completare è fondamentale per la raccolta dei dati sulla nostra PU, quindi il duro lavoro e il massimo impegno continueranno anche in futuro".

 

Melbourne non ha risolto i problemi, ma ha mostrato che le contromisure funzionano e che la PU può reggere un carico di gara molto più elevato rispetto al Bahrain. Nonostante ciò, l'Aston Martin resta in emergenza ricambi, ma almeno ora può lavorare su basi più solide. La strada è lunga, ma per la prima volta nel 2026 Honda può dire di aver fatto un vero passo avanti.

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