Per Aston Martin, la stagione F1 2026 doveva rappresentare l’inizio di una nuova era: investimenti enormi, strutture rinnovate, l’arrivo di Adrian Newey e soprattutto la partnership esclusiva con Honda. Invece, il primo weekend ha mostrato un quadro opposto.

Will Buxton non ha usato mezzi termini: “È un disastro. Questo doveva essere l’anno giusto. L’auto Adrian, il motore Honda… Lawrence Stroll ha puntato tutto sul cambiamento del regolamento. Questo era l’anno in cui sarebbero dovuti tornare a lottare, e invece non è così”.
Secondo Buxton, i problemi sono due: una power unit Honda fragile — “un motore che si sta distruggendo da solo” — e un rapporto con Honda già incrinato dalle dichiarazioni pubbliche del team, che ha attribuito al costruttore giapponese la responsabilità dei problemi di vibrazioni e affidabilità. Un approccio che, a suo avviso, ricorda da vicino la crisi McLaren-Honda: “Hanno iniziato il loro rapporto con Honda in modo completamente sbagliato, perché hanno gettato Honda sotto un autobus, a torto o a ragione”.
Buxton ha richiamato la storia recente: quando McLaren scaricò Honda, il costruttore giapponese trovò stabilità altrove e Red Bull raccolse i frutti. “Se si vuole dare tutta la colpa alla Honda, è esattamente quello che ha fatto la McLaren. E quando Honda ha trovato il suo equilibrio, ne aveva abbastanza ed è passata alla Red Bull”.
Il punto più delicato, però, riguarda la dimensione culturale. “Nella cultura giapponese l’orgoglio e la lealtà sono così importanti”, ha ricordato Buxton, sottolineando come criticare pubblicamente Honda nel primo weekend sia stato un errore strategico e identitario. Da qui la sua conclusione più dura: “Ho la sensazione che abbiano completamente rovinato quel rapporto prima ancora che il primo weekend fosse finito. È un disastro da ogni punto di vista immaginabile”.
Per Aston Martin, insomma, il problema non è solo tecnico: è il rischio di aver incrinato fin da subito la relazione con il partner da cui dipende l’intero progetto F1 2026.
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