Il fine settimana del GP del Giappone è iniziato con una sorpresa: malgrado tutti si aspettassero una battaglia tra la Mercedes e la Ferrari, fin'ora apparsa come unica sfidante, la McLaren si è inserita nella lotta per le prime posizioni. Il team di Woking, che ha vissuto un terribile avvio di annata, ha chiuso al vertice la seconda sessione di prove libere grazie al miglior tempo fatto segnare da Oscar Piastri in 1:30.133, che ha staccato di un decimo la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli. La vettura papaya è apparsa a suo agio a Suzuka, proseguendo il percorso di affinamento nell'uso e nella conoscenza della power unit Mercedes: fattore cruciale nella ricerca della prestazione (un trend positivo possibile solo con l'australiano, visto che Lando Norris ha nuovamente accusato problemi tecnici).
Dietro ai primi due piloti, troviamo l’altra Mercedes, di George Russell, staccata di due decimi dalla testa. Alle spalle, in quinta e sesta posizione, si sono piazzate le due Ferrari, rispettivamente con Charles Leclerc e Lewis Hamilton, separate tra loro da circa un decimo. Le due SF-26 hanno accusato un gap di circa sette decimi dalla McLaren di Piastri, perdendo diverso tempo sugli allunghi (nel terzo settore e alla fine del secondo) e in ingresso di alcune zone, tra cui il serpentone nel T1, dove i ferraristi arrivano con velocità ben inferiori rispetto ai rivali, probabilmente a causa di una gestione dell'energia nei diversi tratti del tracciato ancora da rivedere e ottimizzare.
Non solo, poiché realisticamente la Rossa dovrà ancora lavorare sul bilanciamento della vettura, lontano dalla configurazione ottimale che, fin'ora, ha costretto i piloti a diverse correzioni in percorrenza di curva, facendo perdere loro tempo e fiducia. Nel coreo della simulazione gara, infatti, Lewis Hamilton ha segnalato via radio di essere lento sul passo proprio per la scarsa fiducia nella monoposto, mostrandosi per la prima volta scontento in una comunicazione radio con il suo ingegnere di pista, Carlo Santi, nel corso di questa stagione. Una situazione peggiore, ma non troppo diversa, da quella vissuta da Charles Leclerc, anche lui probabilmente non al massimo della condizione e della fiducia in macchina.
Hamilton: "Sono molto lento perché non ho fiducia nella macchina".
Santi: "Ok".
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