Le ultime settimane sono state davvero burrascose in casa Aston Martin. Si pensava che la squadra, con l’aiuto della power unit Honda, potesse lottare contro la Mercedes in questo inizio di stagione. Invece… Un problema di valutazione della risonanza, unito ad altri deficit intrinsechi alla vettura, ha causato alla casa nipponica e al team di Lawrence Stroll un bel po’ di problemi in questo periodo.
Noie tecniche e il crescente aumento del malcontento all’interno delle mura della fabbrica sita nei pressi di Silverstone hanno fatto sì che Adrian Newey decidesse di riprendere il ruolo di solo direttore tecnico, per nominare Jonathan Wheatley (ex team principal Audi) come suo successore.
Invitato a dare la sua opinione sulla vicenda a ‘The F1 Show di Sky’, il commentatore televisivo Martin Brundle, ha dichiarato: “L'Aston Martin ha optato per una vera e propria svolta gestionale. Sono state fatte alcune scelte curiose. Io lo sono. Jonathan è un amico, ma al momento non vuole parlare perché sono sicuro che non può”.

Wheatley e Newey hanno lavorato a lungo insieme in Red Bull e se il direttore tecnico l’ha voluto con lui in squadra deve esserci senz’altro un motivo: “Newey lo conosce incredibilmente bene. Credo lo abbia principalmente voluto per il suo pragmatismo e per l’approccio pratico. Credo sia stata una mossa intelligente”.
L’unica cosa che fa un po’ strano a Brundle è la partenza di Wheatley dall’Audi. Avvenuta solamente 10 mesi dopo la nomina di team principal: “Credo che Jonathan sia stato attratto dal dover tornare nel Regno Unito. Sinceramente non me l’aspettavo. Non credevo alle voci che circolavano a Melbourne, già si diceva che se ne sarebbe andato. Adesso però devono riorganizzarsi, sembrano una squadra della Premier League che cambia continuamente allenatore. Non può continuare così, diventerebbe una situazione troppo difficile da gestire per tutti loro”, ha concluso.
Foto: Aston Martin
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