All'inizio di maggio la Formula 1, al termine di un lungo mese di pausa, è tornata in pista dopo aver disputato le prime tre gare della stagione. In questo periodo i team hanno lavorato sullo sviluppo delle loro vetture e la Ferrari, di fatto, è stata uno dei team che più ha evoluto la SF-26 in ogni area, con l'ambizione di provare a sfidare la Mercedes.
E per farlo ha messo in campo l'ala "Macarena", un FTM rivisto, un nuovo fondo e un motore rivisto nel software. Malgrado tutto, però, il team della Stella ha centrato la quarta vittoria del 2026, staccando le rinate McLaren e Red Bull, oltre a una Ferrari divenuta quarta forza in campo.
A dispetto delle attese, la Rossa ha dato la sensazione di non essere cresciuta come i rivali e di non essere in grado di competere con loro, come emerso analizzando i tempi sul giro, in cui non aveva il passo neppure per la zona podio.
Un grosso gap, dovuto in primis alle carenze di motore che, con tutta probabilità, potrà essere colmato solo con il lavoro possibile con l'ADUO, su cui il Cavallino, da mesi, si sta cimentando. Miami, insomma, è stato un brusco risveglio dopo una pausa in cui erano cresciute attese, nei fatti poi non rispettate, anche a causa di simulazioni non perfette.
E su questo si era scagliato Lewis Hamilton, sostenendo: “Si fanno simulazioni, poi in pista l'auto si comporta diversamente...”. Un parere da cui si erano però discostati alcuni addetti ai lavori, sostenendo come il flop Ferrari a Miami potrebbe essere stato causato dal numero troppo grande di novità portate nella stessa gara, che non ha dato modo ai tecnici di capire cosa abbia davvero funzionato e cosa no.
Una lunga serie di sviluppi, forse, dovuta a una battaglia di novità tornata a essere protagonista in F1, a causa del debutto della nuova generazione di auto, con novità aerodinamiche e di motore.
E molte novità saranno quelle che la McLaren e la Mercedes porteranno in pista in Canada, andando a rispondere a quanto fatto dalla Scuderia in Florida. E se le migliorie altrui funzioneranno, la Rossa potrebbe tornare a essere comprimaria, vivendo un momento di frustrazione per non aver concretizzato un buon inizio di Mondiale.
Questo, di fatto, è il parere di Johnny Herbert a Jackpot City Casino: “A inizio stagione la Ferrari sembrava forte, ci sono stati diversi weekend in cui la SF-26 era veloce. Ha mostrato le sue carte prima degli altri, ma dopo i primi sviluppi le rivali hanno risposto e ora la Ferrari non sembra più una minaccia. È frustrante, e di nuovo ciò mostra che gli ingredienti necessari dal punto di vista ingegneristico non sono allo stesso livello di quelli di altri team. Sono loro che sembrano sempre in grado di migliorare rispetto a come hanno iniziato. Lo sviluppo Ferrari, invece, è sempre più lento o meno efficace”.
Foto copertina www.ferrari.com