Ferrari e la paura che sia tornato il «dobbiamo capire»
24/05/2026 09:55:00 Tempo di lettura: 5 minuti

È strana la situazione in cui si trova la Ferrari. Se guardiamo semplicemente la griglia di partenza dovremmo parlare di delusione e di una monoposto che ormai occupa stabilmente la terza fila, quando non la quarta.

Eppure non sembra tutto così definito, perché paradossalmente il gap dalla Mercedes si è leggermente ridotto in uno dei weekend più difficili per la Rossa e per Leclerc in particolare.

Alti e bassi a cui siamo abituati, ma in Canada sembra si sia arrivati a nuovi livelli di incertezza: se prima si parlava solo di un forte gap motore, adesso si rimettono in ballo concetti tristemente noti come la finestra di funzionamento, la correlazione tra simulatore e pista e la bontà di "esecuzione" da parte dei piloti. La paura più grande è quindi che si torni a quel "dobbiamo capire" di binottiana memoria.

Vasseur ha commentato la sessione sottolineando il mancato sfruttamento dell’ultimo tentativo di Lewis: "È stata una sessione tirata soprattutto alla fine, dato che Lewis era secondo dopo i primi giri della Q3. Purtroppo non è riuscito a mettere tutto insieme nel suo tentativo finale. Peccato perché il passo c’era e avremmo potuto puntare a un risultato più forte".

Il team principal ha poi puntato l’attenzione sulla variabile meteo e sull’incertezza legata all’utilizzo delle nuove gomme in condizioni di bagnato: "Ora l’attenzione si sposta a domani, quando potremmo trovarci davanti a una sfida molto diversa. Finora non abbiamo mai corso queste vetture su queste nuove gomme in condizioni di bagnato, il che significa che team e piloti dovranno imparare molto rapidamente, anche nei giri di ricognizione fino alla griglia. Questo potrebbe rendere la gara molto aperta".

Buona parte dell'ansia che matura tra i tifosi Ferrari è legata alle prestazioni di Leclerc, che molti usano come unica cartina tornasole delle prestazioni della Rossa. In questo weekend Leclerc non ha mai trovato feeling ed è apparso nervoso come raramente prima, parlando di difficoltà con gli pneumatici e le temperature: "Q1, Q2 abbiamo dovuto rallentare continuamente nei giri di out-lap, non siamo riusciti a mettere le gomme nella giusta finestra e ho lottato incredibilmente per metterle nella finestra giusta. Ero praticamente su ghiaccio per tutta la qualifica".

Ferrari e la paura che sia tornato il «dobbiamo capire»Leclerc prima della Sprint in Canada

Il monegasco ha raccontato di aver trovato un minimo di fiducia solo nell’ultimo run: "In Q3 sono riuscito a riprendere un po’ di fiducia e le gomme sono state più o meno nella finestra, e questo mi ha permesso di fare un giro accettabile alla fine. Accettabile, e siamo P8, quindi onestamente non è davvero accettabile".

Riguardo alla Sprint e alle condizioni che si aspetta in gara, Leclerc ha aggiunto: "Nella Sprint penso di aver pagato il prezzo della nostra posizione di partenza. Il passo era buono ma sono rimasto bloccato dietro Oscar, che era molto veloce in rettilineo. La qualifica non è andata bene per me... Penso che la gara sarà difficile per tutti, soprattutto se sarà bagnata, quindi dovremo vedere come si svolgeranno le cose domani".

L'unico sereno sembra Lewis Hamilton, che ha elogiato il lavoro di Maranello e individuato il problema principale: "Sì, assolutamente. I ragazzi in fabbrica hanno fatto un lavoro straordinario con la macchina, e abbiamo ancora margini di miglioramento, ma la macchina è fantastica. È solo una battaglia di sviluppo durante la stagione. Siamo alla mercé della mancanza di potenza che abbiamo. So che tutti hanno lavorato molto sul motore, e l’affidabilità è ovviamente molto buona, è solo che quando ti manca quella velocità in rettilineo contro gli altri è molto, molto difficile".

In chiusura, sul passo della giornata: "È stata una buona sessione nel complesso e mi sono sentito a mio agio in macchina, soprattutto in Q2 e nel primo run di Q3... Il giro finale non è venuto come volevo, ma stiamo facendo progressi e sono fiducioso che possiamo continuare a muoverci nella direzione giusta".

Le sensazioni che emergono dalle dichiarazioni sono tre. La prima, leggendo la prudenza di Vasseur, è che il tanto atteso ADUO e lo step evolutivo sul motore Ferrari possano non bastare per azzerare il gap e che il sorridente francese lo sappia bene. La seconda è che una parte della delusione e della negatività di Leclerc sia amplificata dal confronto interno con Hamilton, apparso in questo weekend nettamente più veloce. La terza riguarda proprio Lewis: sembra aver iniziato a vivere la Scuderia "a modo suo", prendendo decisioni autonome. E, onestamente, se un team non ascolta un sette volte campione del mondo, che cosa lo ha preso a fare? Per sfilare nel paddock?

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