La Ferrari resta stabile, ma la McLaren si sta lentamente avvicinando ai leader. La Scuderia di Woking, grazie al grande lavoro che ha fatto in fabbrica (leggi qui), sta pian piano colmando il divario dalla Mercedes. Nelle qualifiche del Canada, Norris è riuscito a fermare il cronometro a 151 millesimi dal crono fatto da Russell, e Piastri non è affatto lontano.
I primi quattro classificati si trovano racchiusi in 203 millesimi. Un lavoro incredibile se contestualizzato nell’ottica di ritrovarci in un mondiale contraddistinto da un nuovo regolamento. Se ce l’avessero detto a dicembre, non avremmo mai creduto ad una griglia così compatta dopo appena cinque gare.
Ovviamente siamo tutti delusi dalle prestazioni della SF-26, ma la Ferrari non è distante. La prestazione di Hamilton ci permette di non annoverare differenze in termini di gap rispetto a Miami. Se vogliamo è Leclerc che si è ritrovato un po’ più in difficoltà (ad un decimo dal compagno), ma la realtà dei fatti è che è stata nuovamente la McLaren a fare un balzo in avanti eccezionale.

Chi perde un po’ di terreno rispetto alla Mercedes è la Red Bull. Gap superiore ai 3 decimi a Montréal per Verstappen. Quando la scuderia di Milton Keynes fatica, quando Max fa emergere qualche ‘’debolezza’’ (fateci utilizzare questo termine una volta tanto), è il compagno di squadra Isack Hadjar ad emergere. Il giovane francese è riuscito a mettersi in coda al quattro volte campione del mondo rimediando un gap di soli 28 millesimi.
L’Alpine perde qualcosina rispetto a Miami, ma nulla di grave, tant’è che Colapinto riesce a battere Gasly e portare la squadra in Q3. La Williams resta costante e perde un po’ di terreno la Haas.

Le squadre che hanno impressionato di più in termini di sviluppo sono senz’altro la Racing Bulls che ha guadagnato circa un secondo, l’Audi, ma soprattutto Cadillac e Aston Martin. In questo caso il team americano resta fanalino di coda assieme alla squadra anglo-canadese di Lawrence Stroll, ma il progresso è stato significativo. Il gap da recuperare è molto elevato, ma potete stare certi che tra qualche gara potremmo assistere ad un mondiale completamente diverso rispetto a quello che ci siamo ritrovati a commentare all’inizio della stagione.
Foto: Ferrari