Ancora stallo sulla power unit 2027. Non dipende solo da Ferrari, ma anche dai costi
29/05/2026 20:15:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La power unit è stata oggetto di discussione in questi primi mesi del 2026. Si è parlato a lungo di super-clipping, di gestione batteria e della possibilità di applicare delle modifiche già al regolamento 2027, per avere una power unit più dipendente dal motore termico che dall’elettrico. Ad aprile la FIA ha mostrato un piano per abbandonare il concetto 50/50 e passare ad un rapporto 60/40.

Questo cercando di aumentare l’energia massima che può essere estratta dal carburante e spostare 50 kW di potenza dalla parte elettrica verso quella a combustione. Ferrari, Audi e Honda sono piuttosto polemiche al momento (leggi qui). Per loro adottare dei nuovi propulsori nel 2027 vuol dire fermare lo sviluppo della power unit 2026, rendendo vani tutti i vantaggi che potrebbero derivare da ADUO.

Prima di risolvere il problema si deve trovare una strada percorribile

Però potrebbe non essere solo questo il problema. Anche se la FIA ha annunciato il possibile cambio di regolamento non c’è nulla di deciso al 100% (all’inizio dell’anno si parlava di lasciare invariato il rapporto del motore, aumentando solo l’energia derivante dal carburante).

power unit, Vowles

La situazione è più complessa di quello che si possa pensare. Il team principal della Wiliams, James Vowles, ha provato a spiegarla a ‘GPBlog.com’: “Sappiamo tutti che non siamo ancora dove vorremmo essere con alcune delle norme introdotte quest’anno. Siamo ancora tutti qui, ne stiamo ancora parlando. Partiamo dal fatto che le gare sono piuttosto buone, Miami e Shanghai hanno regalato grande spettacolo. Dobbiamo cercare di migliorare le qualifiche e qualche altro aspetto. Ci stiamo muovendo nella giusta direzione, ma c’è del lavoro da fare”.

Di base c’è disaccordo”, non ci si può nascondere di fronte a questa evidenza. “Ciò è dovuto in gran parte al fatto che alcuni produttori di PU non sono in grado di reagire rapidamente come potrebbero invece fare altri. Apportare modifiche al propulsore è un’operazione costosa, in più è anche difficile ordinare tutti i componenti che occorrono per assemblarlo con soli 12-18 mesi d’anticipo. Ripeto però, siamo ancora tutti presenti attorno al tavolo. Dobbiamo solo trovare un equilibrio tra tutte le parti e fare una scelta tecnica che tutti possono rendere concreta”, ha concluso in modo molto chiaro e conciso. Prima di poter pensare di risolvere completamente il problema, si deve trovare una strada che tutti possono percorrere.


Foto: Red Bull Racing


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