Dobbiamo parlare di Leclerc
È giunto il momento di parlare di Charles Leclerc. E no, non per metterne in discussione il valore assoluto come pilota, ma per cercare di analizzare il periodo difficile che sta attraversando.

13/06/2026 20:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Charles Leclerc ha terminato le sue ultime tre sessioni competitive (Q3 di Monaco, gara nel Principato e Q3 a Barcellona) nello stesso modo: contro un muro.

Il classe 1997 è irriconoscibile rispetto a qualche settimana fa, sia in pista che nella pubblica comunicazione con i media.

"Mi vergogno. Chiedo scusa a tutti i tifosi, potrei farmi perdonare solo con una vittoria, o forse non basterebbe comunque. In questo momento sento solo tanta vergogna"; ha detto ai microfoni di Sky Sport F1 al termine della qualifica odierna.

Un altro errore nel momento decisivo, un'altra situazione complicata da gestire emotivamente: cosa sta succedendo a Leclerc?

Cambio di rotta

Bisogna essere oggettivi: il monegasco ha sempre avuto una tendenza superare il limite nella sua carriera. Una tendenza dovuta, principalmente, alla volontà di ottenere risultati che andassero oltre la competitività della monoposto.

Eppure, non aveva mai vissuto un periodo così fragile. Negli ultimi quattro fine settimana, Leclerc è andato a muro in altrettante occasioni (visto anche l'impatto con le barriere all'ultimo giro del GP di Miami).

In Canada ed a Monaco è stato battuto da Lewis Hamilton ed ha lamentato una mancanza di buone sensazioni con i freni. Da lì, ha sentito la necessità di seguire la strada intrapresa dall'inglese già dal Giappone: utilizzare delle pinze Carbon Industries, e non Brembo.

Prima di Barcellona, poi, il sette volte campione del mondo ha rincarato la dose: "Il cambio di freni di Leclerc? Il mio obiettivo è migliorare la squadra, e Charles ne fa parte".

Parole di chi, per la prima volta da quando è arrivato in Rosso, si sente padrone del team e seguito ciecamente dall'intera scuderia. Compagno compreso.

Nel weekend della Catalogna, effettivamente Leclerc ha provato delle sensazioni migliori con il nuovo impianto frenante, a tal punto da essere nettamente più competitivo di Hamilton nelle prove libere.

In qualifica, però, lo scenario è cambiato: Lewis - e la Ferrari in generale - hanno trovato una marcia in più, e sono arrivati a sognare addirittura un'impronosticabile pole position.

L'incidente del numero 16 ad inizio Q3 rappresenta una doccia gelata, considerando che lo costringerà a partire dalla decima posizione della griglia nella gara di domani.

Leclerc ha semplicemente chiesto troppo, sia a se stesso che alla SF-26: ha affrontato la curva 4 a 154 km/h, ben 9 in più rispetto al giro del Q2.

Se da un lato è innegabile che il suo modo eroico di guidare la macchina oltre l'ostacolo sia stato uno dei pochi raggi di sole della Ferrari negli ultimi anni, è anche vero che non aveva mai vissuto un periodo così complicato in Rosso.

E allora è importante capire la vera radice del problema (che a questo punto non può essere legato solamente ai freni) ed eliminarla al più presto. Perché queste prestazioni non fanno bene a nessuno. Né a Leclerc, né alla Ferrari, e neanche ai Tifosi che lo difendono da sempre - giustamente - a spada tratta.

 

Foto copertina www.ferrari.com

 

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