Il GP di Barcellona non sarà un normale evento di Formula 1 condizionato da un'unica sosta, un GP in cui il risultato finale sarà fortemente dipendente dall’ordine di partenza iniziale. No. Ciò che possiamo dedurre dalle giornate di venerdì e sabato, in correlazione anche alle temperature che ci si attendono per il GP, è che le strategie avranno un peso sull’economia complessiva della gara.
Alte temperature e un asfalto abrasivo incideranno molto sulla durata e sulla performance degli pneumatici durante la gara. Secondo la Pirelli ci saranno sicuramente due soste, con qualcuno che potrebbe farne anche tre.
Al termine delle qualifiche, il responsabile motorsport Pirelli, Dario Marrafuschi, ha elencato quale potrebbe essere secondo lui, il miglior modo per affrontare la gara odierna: “Si prevedono almeno due soste. Le scuderie potrebbero partire facendo i primi due stint con Medium e Hard, valutando poi, in base all’efficacia riscontrata in pista, se concludere la gara con la mescola gialla o quella bianca”.
“Va tenuto in considerazione che la maggior parte dei team ha conservato due set di C2 già da ieri, una mescola che sembra particolarmente efficace sulle vetture con maggiore deportanza, ma con un degrado solo leggermente inferiore rispetto alle altre due. Si potrebbe anche pensare di usare la Soft in partenza, seguita da Medium e Hard nel finale. Non si discosta molto da queste soluzioni una strategia a tre soste, con tre stint su Soft e uno su Medium. Tuttavia, considerando il traffico in pista e la necessità di effettuare sorpassi, è difficile che molti team decidano di adottarla a priori”, ha concluso.

Con 2 Hard e 1 set di Medie nuove abbiamo: Piastri, Norris, Russell, Antonelli, Hadjar, Leclerc e Hamilton.
Verstappen è l’unico, tra le vetture dei top team ad avere a disposizione 1 Hard C2 e 2 set di Medie C3.
Se si tiene conto del fatto che la gara avrà un minimo di due soste, con la possibilità anche di una terza, l’attenzione sulle strategie sarà determinante al fine del risultato finale di gara. Come affermato da Dario Marrafuschi, con le alte temperature previste (asfalto superiore ai 50°C) e il degrado piuttosto marcato, le tre soste potrebbero essere addirittura più veloci rispetto ai 2 pit, questo nonostante si perdano 22 secondi durante la sosta. Il degrado è pronunciato e anche se non ci si aspetta graining (con queste temperature ci meraviglierebbe il contrario), avere sempre gomma fresca a disposizione può fornire un vantaggio. Il problema della soluzione a tre soste è il traffico.

Noi ci sentiremmo di consigliare i tre pit soltanto a pochi piloti: ai due della Mercedes, per esempio, che se riuscissero a prendersi le prime posizioni al via, possono fare il ritmo e risentire meno del traffico. Agli altri consigliamo invece di optare per le due soste. M-H-H oppure M-H-M a seconda dei set rimasti loro a disposizione.
La Soft potrebbe essere una valida soluzione in partenza o nello stint conclusivo. Chi deciderà di andare su tre soste la dovrà usare obbligatoriamente per carenza di pneumatici (nessuno possiede 4 set di gomme tra Medie e Hard), mentre magari, chi sa gestire bene le mescole come nel caso delle due Mercedes, potrebbe provare a concludere la gara mediante una tattica S-H-M.

La Ferrari dovrebbe prediligere la tattica standard M-H-H, mentre Antonelli, che scatta terzo potrebbe provare qualcosa di diverso per avere la meglio di Hamilton e Russell (S-H-M ad esempio). Alla base della differenza di prestazione tra George e Kimi potrebbe esserci una differente scelta di set-up. Russell potrebbe aver puntato su un assetto più sottosterzante per cercare più prestazione in qualifica. Caricare però l’asse posteriore potrebbe innescare un maggior overheating durante la gara, condizionando il pilota a dover gestire maggiormente le gomme.
La prestazione sottotono di Antonelli in qualifica potrebbe invece essere dipesa da una differente scelta di assetto. L’italiano potrebbe aver deciso di puntare su un set-up più bilanciato o di avere un anteriore addirittura più preciso (e scaricare così un po' il posteriore), patendo un po’ in qualifica, per poi essere in grado di gestire meglio la gomma in gara (aspetto suggerito ieri da Dario Marrafuschi durante l’incontro a fine giornata).
A volte non è sempre la strategia che sulla carta appare la più veloce ad essere adottata. Nel corso del GP di Barcellona, quelle che verranno poi adottate, dipenderanno anche molto dall’entità del confronto tra i due piloti Mercedes e il pilota della Ferrari, Lewis Hamilton, che partendo secondo ha tutte le intenzioni di rovinare i piani del suo vecchio team.
Foto: Pirelli