Per anni è stato quasi un copione. La Ferrari chiudeva il venerdì nelle prime posizioni, accendeva l'entusiasmo dei tifosi e poi, tra qualifiche e gara, vedeva gli avversari compiere un salto prestazionale molto più importante. Un fenomeno che aveva alimentato la convinzione che a Maranello non fossero venerdì capaci di estrarre prestazione quando contava davvero o di evolvere la macchina dal venerdì al sabato.
La realtà, probabilmente, era più complessa. Nell'era delle vetture ad effetto suolo, la Ferrari si è spesso trovata costretta a spingere fin dalle prove libere per individuare problemi che rischiavano di emergere in gara. Dall'usura eccessiva del fondo ai limiti della piattaforma aerodinamica, molti test dovevano essere anticipati al venerdì, mostrando inevitabilmente una parte del potenziale della vettura.
A Barcellona, invece, dopo tanti anni, si è visto qualcosa di diverso. Dopo il venerdì, pochi consideravano la Ferrari una seria candidata alla pole position. Eppure, la SF-26 è improvvisamente emersa come una delle vetture più competitive del lotto. Secondo quanto trapela dal paddock, e in parte confermato dallo stesso Wolff, gli ingegneri Mercedes sono convinti che la Ferrari abbia girato nelle libere con circa 10-15 kg di carburante in più rispetto al solito, nascondendo parte della propria prestazione.
Il risultato è che la Scuderia ha sorpreso tutti. La pole position di George Russell non rappresenta certo uno shock, considerando la competitività della Mercedes, ma il livello raggiunto dalla Ferrari sì. Il pacchetto introdotto a Barcellona sembra aver prodotto benefici superiori ai due decimi inizialmente attesi, mentre il grande caldo ha contribuito a limitare alcuni dei punti di forza della Mercedes, in particolare sul posteriore e in trazione.
Non a caso, Toto Wolff ha parlato apertamente di un "upgrade monstre", sottolineando come la Ferrari abbia compiuto un notevole passo avanti. Lo stesso team principal della Mercedes ha ammesso che, per via del budget cap, la squadra di Brackley non può permettersi un aggiornamento di questa portata nel breve periodo.
Il rammarico resta per Charles Leclerc, protagonista di un errore che potrebbe essere costato una pole position potenzialmente alla portata, come sottolineato anche da Ted Kravitz. Lewis Hamilton, invece, ha confermato l'ottimo stato di forma con un giro di altissimo livello.
Al di là del risultato della qualifica, però, il dato più importante è un altro. I due pacchetti di aggiornamenti introdotti dalla Ferrari dall'inizio della stagione avrebbero portato complessivamente circa sei decimi di miglioramento alla SF-26. Un progresso enorme nell'attuale Formula 1 e che non eravamo più abituati a vedere, forse a causa di progetti spesso bloccati da limiti strutturali o plafonati.