Il Red Bull Ring è uno dei tracciati più brevi del Mondiale, ma è un banco di prova particolarmente interessante per valutare il comportamento delle nuove monoposto di Formula 1. Secondo i dati elaborati dagli ingegneri Brembo, il circuito austriaco da 4.318 metri rientra nella categoria dei tracciati mediamente impegnativi per i freni, con un indice di difficoltà pari a 3 su una scala da 1 a 5.
Il dato sintetizza bene la natura del Red Bull Ring: poche curve, rettilinei importanti e frenate concentrate soprattutto nella prima parte del giro. Ogni tornata prevede infatti 6 frenate, per un tempo complessivo di utilizzo dell’impianto frenante pari a 10 secondi e mezzo. Di queste, solo le prime tre sono classificate come Hard, mentre due sono Medium e una è Light. Un elemento significativo è che in nessun punto del tracciato la decelerazione raggiunge i 4 g, confermando un livello di stress inferiore rispetto ad altri circuiti più severi.
La curva più dura per l’impianto frenante è la prima dopo il traguardo. Un dato curioso, perché gli spazi e i tempi di frenata sono inferiori rispetto a quelli registrati in curva 3 e in curva 4. In quel punto le monoposto passano da 306 km/h a 149 km/h in appena 1,93 secondi, percorrendo 109 metri. Ai piloti è richiesto un carico sul pedale del freno di 110 kg, con una decelerazione di 3,8 g e una potenza frenante di 1.533 kW.
Il confronto più interessante riguarda però l’evoluzione delle monoposto 2026 rispetto a quelle utilizzate nel GP Austria 2025. Alla curva 3, un anno fa, le vetture perdevano 228 km/h in frenata, contro i 216 km/h di quest’anno. Lo spazio di frenata è aumentato in modo netto: da 112 a 135 metri. Anche il tempo necessario per completare la staccata è cresciuto, passando da 2,58 secondi a 3 secondi.
In pratica, le nuove monoposto arrivano a una gestione della frenata diversa: perdono meno velocità in termini assoluti, ma richiedono spazi più lunghi e tempi maggiori. La decelerazione massima è scesa da 4,6 g a 3,8 g, mentre il carico sul pedale del freno è calato da 142 kg a 110 kg.
Il Red Bull Ring, dunque, offre un quadro tecnico molto utile per leggere il cambiamento regolamentare. Le frenate restano poche e concentrate, però il confronto con il 2025 mostra una Formula 1 meno estrema nei picchi di decelerazione e più esigente nella gestione delle distanze, anche e soprattutto per ottimizzare la gestione energetica e la ricarica delle batterie. Questo incide sulle traiettorie, sui sorpassi e sulla capacità dei piloti di costruire l’attacco nelle zone più favorevoli del tracciato austriaco, che potrebbero anche essere diverse rispetto allo scorso anno.
Questo è il terzo dei sei approfondimenti che proponiamo regolarmente su formula1.it per accompagnare l’avvicinamento a ogni weekend di gara: oltre all'analisi Brembo, trovano spazio lo studio e le informazioni Pirelli, la programmazione TV e streaming dell’evento, gli aggiornamenti ufficiali, le prime immagini e i setup dalla pitlane, oltre alla tabella delle componenti della power unit utilizzate.