Le partenze continuano a rappresentare uno dei punti più delicati per la Red Bull in questa prima parte di stagione. In occasione della conferenza stampa piloti del giovedì del Gran Premio d'Austria, ottavo appuntamento del Mondiale di Formula 1, Isack Hadjar ha affrontato l'argomento, spiegando come le difficoltà allo spegnimento dei semafori non siano riconducibili a errori del pilota.
Una situazione già evidenziata in diverse occasioni anche da Max Verstappen, a conferma di come la procedura di start delle monoposto di Milton Keynes possa risultare particolarmente complessa rispetto a quella dei principali avversari. Il lavoro per il team austriaco non si limita però soltanto alle partenze. La RB22 continua infatti a soffrire di una carenza di carico aerodinamico e di grip nelle curve ad alta velocità, oltre al cronico problema del sovrappeso che continua a condizionare le prestazioni complessive della vettura proprio alla vigilia dell'appuntamento di casa.
Il pilota della Red Bull ha spiegato come il team stia ancora lavorando per individuare le cause delle difficoltà in partenza, sottolineando che il problema non dipende dalla sua esecuzione al volante: "Credo che finora quest'anno abbiamo fatto solo una buona partenza, nella Sprint in Canada. Forse anche la prima partenza a Monaco, e basta. È quello che stiamo cercando di capire ed è complicato. Per essere chiari, non si tratta di un errore umano da parte mia".