La Ferrari si è nascosta, ma ci sono problemi importanti
Le prime due sessioni di prove libere in Austria hanno evidenziato una vettura lontana dalla propria finestra ideale di funzionamento, con problemi di bilanciamento. Grande differenza nella potenza motore, ma non è solo sandbagging.

27/06/2026 07:45:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Il venerdì del GP d'Austria ha confermato quello che in casa Ferrari si temeva già alla vigilia: il Red Bull Ring rischia di essere uno dei circuiti più complicati della stagione per la SF-26. Le prime due sessioni di prove libere hanno evidenziato una vettura lontana dalla propria finestra ideale di funzionamento, con problemi di bilanciamento, poco grip e una gestione degli pneumatici che ha reso estremamente complicato costruire un passo gara competitivo.

Cominciamo da un dato certo che emerge dall'analisi della telemetria dei giri veloci dei piloti Ferrari in confronto con la Mercedes di Antonelli. C'è un'enorme differenza di potenza del motore. La Mercedes ha spinto più del solito, forse per stressare i componenti, circostanza che potrebbe aver contribuito ai problemi di affidabilità, mentre la Ferrari ha utilizzato una mappatura più conservativa. Sul giro secco, solo allineando la potenza del motore, la SF-26 può recuperare tre decimi. Dall'analisi della telemetria emergono però anche i campanelli d'allarme elencati nel primo paragrafo.

Al termine della giornata Fred Vasseur non ha cercato alibi, ammettendo apertamente che la squadra è ancora distante dal proprio potenziale. "È stato un venerdì difficile. Abbiamo faticato con condizioni piuttosto estreme, tra altitudine e temperature elevate. Vale per tutti, ma evidentemente queste condizioni non si adattano bene alla nostra vettura. Abbiamo tutta la notte per correggere la situazione e provare a fare un lavoro migliore domani".

Le difficoltà della Ferrari non rappresentano però una sorpresa. Il Red Bull Ring, con i suoi forti dislivelli, le violente accelerazioni e l'altitudine superiore ai 700 metri, è un circuito poco favorevole alle caratteristiche della SF-26. Proprio l'altitudine riduce l'efficacia aerodinamica e rende ancora più delicato trovare il giusto compromesso di assetto, motivo per cui gli ingegneri guidati da Diego Togninalli sono rimasti a lungo al lavoro nel box insieme ai piloti per analizzare tutti i dati raccolti.

I problemi emersi in pista sembrano andare ben oltre una semplice scelta di mappature del motore o di carico di carburante. La SF-26 è apparsa spesso fuori bilanciamento, con numerosi sovrasterzi in percorrenza e soprattutto in uscita di curva. Lo scivolamento delle gomme posteriori ha provocato un rapido surriscaldamento della superficie degli pneumatici, riducendo ulteriormente il grip e innescando un circolo vizioso che ha compromesso la costanza degli stint.

I long run fotografano bene la situazione. Charles Leclerc ha alternato giri discreti ad altri molto più lenti, con tempi che hanno superato anche il minuto e quindici secondi, sintomo di una vettura difficile da guidare e poco prevedibile.

Lewis Hamilton è apparso leggermente più competitivo con la gomma media, ma anche il suo programma è stato interrotto proprio per la scarsa guidabilità della monoposto.

Interessante anche il confronto con la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli. Analizzando i riferimenti cronometrici, la Ferrari perde soprattutto nell'ultimo settore, dove il deficit non sembra imputabile esclusivamente alla power unit. Un indizio che porta a pensare che il problema principale sia il comportamento della vettura in inserimento e soprattutto in uscita dalle ultime curve, dove trazione e stabilità fanno la differenza.

Vasseur ha poi ridimensionato anche le aspettative legate al primo aggiornamento della power unit Ferrari, introdotto proprio questo fine settimana grazie alle possibilità offerte dall'ADUO. "Lo sapevamo già una o due settimane fa: non bisogna aspettarsi un enorme passo avanti. Abbiamo montato il nuovo motore, ma non è un aggiornamento che da solo possa cambiare la situazione".

La priorità resta quindi un'altra: ritrovare la finestra di funzionamento della vettura. "Siamo ancora molto lontani dal nostro potenziale. Dobbiamo concentrarci su noi stessi, mettere insieme tutti gli elementi e fare il miglior lavoro possibile", ha concluso Vasseur.

La sensazione è che la notte di lavoro sia stata particolarmente intensa. La Ferrari dovrà probabilmente intervenire in maniera significativa sull'assetto per cercare di ritrovare quel bilanciamento che ieri è completamente mancato.

Foto copertina x.com

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