Il team di Woking ha scelto di seguire le orme tracciate dalla Ferrari e poi intraprese dalla Red Bull, studiando una propria versione di ‘ala Macarena’. Se la Red Bull ha scelto di prendere l’idea del Cavallino per poi studiare un differente meccanismo di apertura e chiusura (ricordiamo che l’ala studiata a Maranello si apre con una rotazione in senso orario superiore ai 180°, quella della casa austriaca si apre compiendo una rotazione antioraria con angolo minore di 180°), la squadra papaya ha presentato una soluzione tecnica più simile a quella Ferrari.
Il debutto della ‘McMacarena’ (nome datogli dalle testate britanniche) era atteso per le prove libere del GP d’Austria, ma qualcosa non ha funzionato.
La versione ufficiale della McLaren è che la nuova ala posteriore non sarebbe stata nemmeno testata perché ai box si sarebbero resi conto di alcuni limiti tecnici da risolvere prima di un suo vero e proprio utilizzo. In poche parole, occorre un’ulteriore ottimizzazione prima che la ‘McMacarena’ possa essere introdotta in un GP ufficiale.

La cosa strana è che almeno, se rammentiamo il processo di sviluppo fatto dalla Ferrari, il Cavallino aveva testato più volte la sua versione di ala mobile prima di arrivare alla sua completa ottimizzazione (sia in termini di performance che di sicurezza). Durante le prove libere 2 austriache, sostenute nella giornata di ieri, si era parlato anche della possibilità che la ‘McMacarena’ non avesse superato i test statici di flessione imposti dalla FIA.
Tale versione non è stata ancora confermata. Ci atteniamo dunque, per il momento, a quella ufficiale data dalla squadra. Comunque la si guardi, qualunque sia il vero problema, la 'McMacarena' non sarà utilizzata in Austria e forse nemmeno a Silverstone.
Stando a quanto affermato da Norris nella serata di ieri, potrebbero occorrere uno-due weekend di sviluppo, prima che la nuova ala posteriore possa essere definitivamente introdotta sulle loro vetture. Realisticamente dunque, tra Spa-Francorchamps e l'Hungaroring.
Sembra dunque che la McLaren possa aver osato troppo, superando i limiti tecnici di progetto. Un approccio che la dice lunga sugli obiettivi della casa di Woking. Tutto deve essere al limite e curato alla perfezione. Un approccio in pieno stile Formula 1.
Foto: X, Albert Fabrega; X, McLaren