La Haas continua a perdere terreno. Dopo una lunga serie di aggiornamenti introdotti nel corso della stagione, il team americano non solo non è riuscito a risalire la classifica del centro gruppo, ma sembra aver addirittura peggiorato il proprio posizionamento. A Silverstone il quadro è apparso piuttosto chiaro: la VF-26 fatica a trovare prestazione, il distacco dalla Q3 resta consistente e anche squadre come Audi hanno ormai preso il sopravvento in condizioni di gara.
Oliver Bearman non ha nascosto le difficoltà della monoposto. Dopo una Sprint incoraggiante nelle prime fasi, il britannico ha dovuto arrendersi al ritmo superiore degli avversari.
"Sono partito bene e nel primo giro sono riuscito a guadagnare posizioni, ma poi siamo tornati dove meritavamo di essere. Le Audi hanno trovato il loro ritmo e mi hanno ripreso facilmente. Dopo i primi giri ho iniziato a soffrire con l'anteriore sinistra ed è finita lì."
Ancora più significativa l'analisi dopo le qualifiche. Bearman ritiene che il team abbia estratto praticamente tutto il potenziale disponibile, ma che questo non sia sufficiente per ambire a qualcosa di più della settima fila.
"Credo di aver ottenuto il massimo dalla macchina. Sinceramente non vedo un mondo in cui potessimo fare meglio del 14° posto. La vettura è incredibilmente difficile da guidare. Abbiamo problemi completamente diversi rispetto al passato: soffro l'ingresso delle curve lente e medie, mentre nelle curve veloci sono fortemente limitato dal sottosterzo. Dopo la Sprint abbiamo provato a cercare più carico aerodinamico, ma non sembra aver funzionato."
Le parole del giovane inglese fotografano una situazione preoccupante. La Haas continua a introdurre modifiche sulla VF-26, ma ogni intervento sembra spostare il problema anziché risolverlo. Il team si ritrova oggi con una monoposto difficile da mettere a punto, afflitta da limiti differenti rispetto a quelli emersi nelle prime gare e incapace di compiere il salto di qualità atteso.
Un campanello d'allarme arriva anche dal confronto con i rivali. Se nelle prime gare Haas era una presenza costante nella lotta per la Q3, oggi Bearman considera il 14° posto il massimo risultato realistico, mentre anche Audi è ormai riuscita a costruire un vantaggio evidente sul passo gara.
Esteban Ocon ha offerto una lettura leggermente più ottimistica. Il francese ritiene che le modifiche di assetto abbiano finalmente prodotto una vettura più bilanciata, anche se una bandiera gialla nell'ultimo tentativo gli ha impedito di verificare il reale potenziale della monoposto.
"La squadra mi ha dato una macchina molto migliore rispetto alle ultime gare. Avevamo più grip al posteriore e riuscivamo ad affrontare bene le curve veloci. Purtroppo ho dovuto alzare il piede per una bandiera gialla e ho perso circa due decimi, compromettendo anche la gestione dell'energia per il resto del giro."
Resta però il fatto che, anche nella Sprint, Ocon dopo un ottimo avvio ha dovuto cedere il passo alle Audi, incapace di difendersi quando gli avversari hanno iniziato a esprimere il loro vero ritmo.
Il Team Principal Ayao Komatsu ha sintetizzato con grande sincerità il momento della Haas. Il lavoro svolto tra pista e fabbrica viene considerato positivo, ma il problema resta la competitività della vettura.
"Stiamo imparando molto e il lavoro tra il team in pista e le fabbriche sta funzionando bene. Tutte queste informazioni saranno preziose per lo sviluppo futuro, ma la realtà è che la macchina non è abbastanza veloce. Più che la posizione finale, preoccupa il grande distacco dalla Q3. Sappiamo dove dobbiamo migliorare e vogliamo tornare competitivi il prima possibile."