La FIA ha confermato che le regole relative alle penalità sulle power unit di Formula 1 resteranno invariate anche nelle prossime stagioni, dopo essere state alleggerite nel 2026 in vista dell’introduzione dei nuovi e più complessi regolamenti tecnici.
Con l’arrivo della nuova generazione di motori, al regolamento sportivo è stato infatti aggiunto l’articolo B8.2.3, che prevede un esemplare aggiuntivo per ciascun componente della power unit a disposizione di ogni pilota. La misura riguarda tutte le parti principali: motore a combustione interna (ICE), turbocompressore, MGU-K, accumulatore di energia, elettronica di controllo (PU-CE) e componenti ausiliari (PU-ANC).
Rispetto all’allocazione iniziale, che prevedeva tre ICE e turbocompressori, due MGU-K, accumulatori ed elettroniche, e cinque componenti ausiliari, i piloti potranno quindi utilizzare quattro ICE e turbocompressori, tre degli altri elementi e sei PU-ANC senza incorrere in penalità.
In origine, il sistema sarebbe dovuto tornare ai limiti standard già dal 2027. Tuttavia, come riportato da RacingNews365, la FIA ha deciso di estendere queste concessioni fino al 2028, mantenendo invariata l’allocazione dei componenti.
Nel frattempo, le power unit subiranno ulteriori aggiustamenti: tra il 2027 e il 2028 la Formula 1 si allontanerà dalla ripartizione 50:50 tra motore termico ed energia elettrica, passando a un rapporto più vicino al 60:40 a favore del motore a combustione interna.
Queste modifiche, approvate piuttosto tardi, hanno ridotto i tempi di sviluppo e aumentato il rischio di problemi di affidabilità. Proprio per questo, la FIA ha scelto di non ridurre il numero di componenti disponibili senza penalità, evitando così di mettere ulteriore pressione sui costruttori.
Resta invariato anche il sistema sanzionatorio: ogni componente utilizzato oltre il limite comporterà una penalità di 10 posizioni in griglia, a cui si aggiungeranno ulteriori cinque posizioni per ogni elemento supplementare montato.
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