In occasione del Gran Premio del Belgio sulla Racing Bulls ha debuttato un aggiornamento che è andato a modificare uno dei tratti distintivi e singolari della monoposto Faentina.
Sin dalla sua presentazione, infatti, la VCARB 03 aveva stupito tutti per le singolari e generose forme del proprio airbox.
Dato che le immagini trapelate dal test a porte chiuse di Imola erano, di fatto, le prime in assoluto di una monoposto 2026, in molti avevano ipotizzato in queste curiose forme una tendenza diffusa imposta dalle nuove Power Unit.
In realtà, con il progressivo svelarsi delle vetture della attuale stagione, ci si era presto resi conto che il generoso airscope era una prerogativa del team italo-inglese.
La presa d'aria tripartita, se comparata in particolare a quella della vettura di casa madre Red Bull, risultava decisamente sovradimensionata nelle dimensioni delle due aperture laterali.
Va ricordato inoltre che la sezione triangolare al centro è normalmente dedicata all'apporto di aria verso l'unità endotermica, passando prima attraverso il pacco radiante dell'intercooler e in seguto nel cosidetto "plenum" che ne uniforma la pressione.

Il recente aggiornamento lascia pensare che i tecnici di Faenza, durante i dimensionamenti preliminari svolti nella seconda parte del 2025, si siano tenuti un notevole margine operativo.
Non è difficile immaginare che non vi fossero dati certi riguardanti le reali esigenze di raffreddamento della neonata unità concepita dalla divisione Powertrains.
La riduzione della sezione di passaggio che alimenta le masse radianti non implica per forza un rifacimento delle stesse che, semplicemente, potrebbero avere margine per lavorare a un punto di equilibrio termico differente e sufficiente per garantire il corretto smaltimento del calore senza minare l’affidabilità.
Al contrario, sarebbe molto più complesso impostare un progetto con masse radianti molto sacrificate (cosa che fa sempre gola per ridurre peso e compattare con le forme della vettura) per dover poi effettuare un passo indietro.
Non bisogna però immaginare questo tipo di aggiornamento come frutto del lavoro delle ultime settimane.
E’ realistico pensare che si tratti di un upgrade messo in cantiere dopo che i primi dati reali sulle necessità di raffreddamento dell'unità di Milton Keynes sono stati disponibili, vale a dire in occasione dei test pre-stagionali.
Al nuovo, decisamente più compatto airbox, si abbinano modifiche al corpo vettura frutto dell’egregio lavoro fin qui svolto dal gruppo tecnico italiano. L’obiettivo è, chiaramente, diminuire la resistenza all’avanzamento e aumentare l’efficienza complessiva del corpo vettura.
In un ciclo regolamentare dominato dalla oculata gestione dell’energia disponibile, ogni intervento in tal senso è prezioso e può rappresentare per Racing Bulls un’arma in più nella lotta con Alpine per la quinta posizione in classifica costruttori.
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