Il venerdì del GP del Belgio si è chiuso con un piccolo giallo per la Ferrari, scoppiato al termine del secondo turno di prove libere a Spa-Francorchamps. La FIA, con un documento pubblicato alle 18:21, ha portato all’attenzione degli steward una possibile infrazione compiuta dal team di Maranello. Nel dettaglio, i commissari hanno contestato la procedura di restituzione di alcuni set di gomme usati da Leclerc e Hamilton nelle FP1.
Nel documento viene scritto che: “A seguito delle FP1, la Scuderia Ferrari ha restituito per via telematica due set di pneumatici da asciutto (set 16-301 e 16-401) per la Vettura 16 in conformità con gli Articoli B6.4.1 e B6.3.8 a) iii). Tuttavia, i rispettivi pneumatici non sono stati restituiti fisicamente al Fornitore prima delle FP2. Ciò costituisce una non conformità con l’Articolo B6.4.2”.
La Federazione, di fatto, ha emanato la stessa comunicazione anche per l’altra Rossa. Ma, a ben vedere, quella compiuta dalla Ferrari è un’infrazione insolita, ma non del tutto senza precedenti nella storia della F1. Era infatti già successo qualcosa di analogo alla Williams nel weekend del GP d’Ungheria 2022 e alla Haas nel 2023. La Williams aveva ricevuto una sanzione di 1.000 euro, mentre la Haas di 5.000 euro. Per il team americano l’infrazione era stata doppia e dunque il totale complessivo della multa era stato di 10.000 euro.
Insomma, stando ai precedenti, agli addetti ai lavori è venuto facile presumere che anche in questo caso la Ferrari se la sarebbe cavata con una semplice multa, il cui importo sarebbe stato stabilito dai commissari in base a eventuali attenuanti e giustificazioni che la Scuderia avrebbe potuto fornire.
Come prevedibile, i commissari hanno deciso di multare la Ferrari per la doppia infrazione nella procedura di restituzione degli pneumatici durante le FP1. La sanzione, come anticipato, replica quella inflitta alla Haas in Ungheria nel 2023: due multe di 5.000 euro ciascuna al team di Maranello, per un totale di 10.000 euro da versare nelle casse della FIA.
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