Sin da inizio stagione le tappe di Silverstone e Spa-Francorchamps erano state cerchiate in rosso sul calendario, dal momento che venivano indicate come due delle piste peggiori in termini di gestione dell'energia; ancor più in casa Ferrari, dato l'ormai noto deficit motoristico che il Cavallino paga rispetto ai migliori.
Eppure, la Scuderia di Maranello ha sorpreso tutti (anche sé stessa) conquistando tra Gran Bretagna e Belgio non solo due podi, ma anche una vittoria con Charles Leclerc. In terra inglese prima - nonostante la scomoda presenza del format Sprint - e tra le Ardenne poi, è riuscita a contenere il divario su due dei tracciati alla vigilia più ostici. Decisiva è stata anche la preparazione a casa, con gli uomini in rosso che hanno confermato quello che ormai è diventato un piacevole trend.

La Ferrari guarda ora ai prossimi appuntamenti a cavallo della sosta, ben consapevole che i layout di Budapest e Zandvoort dovrebbero (il condizionale rimane comunque d'obbligo) sposarsi decisamente meglio con le caratteristiche della SF-26, limitandone il ritardo sul fronte Power Unit ed esaltandone le qualità aerodinamiche. Attenzione però: Monaco insegna che i risultati dipendono non solo dal potenziale della vettura, ma anche e soprattutto dall'esecuzone di squadra durante il weekend.