Newey, adesso non puoi più sbagliare. La AMR26 Evo è l’ultima chiamata
Dopo aver portato in pista uno dei progetti più disastrosi della storia della F1, l’Aston Martin non può più nascondersi. In Ungheria la AMR26 Evo dovrà dimostrare che Newey e una struttura faraonica sanno ancora produrre prestazione

22/07/2026 18:50:00 Tempo di lettura: 6 minuti

L’Aston Martin arriva al Gran Premio d’Ungheria con il primo grande pacchetto di aggiornamenti della stagione, ma soprattutto con la necessità di iniziare a dare senso a un progetto che, fino a questo momento, rappresenta uno dei fallimenti più clamorosi della storia della Formula 1.

La AMR26 non è semplicemente una monoposto deludente. È una vettura nata in una struttura costata diverse centinaia di milioni, progettata all’interno di una fabbrica nuova e tecnologicamente avanzata, sviluppata utilizzando una moderna galleria del vento e affidata ad alcune delle figure tecniche più celebrate della Formula 1. Eppure Fernando Alonso e Lance Stroll si sono ritrovati tra le mani una monoposto incapace di competere anche soltanto contro la Cadillac, squadra all’esordio assoluto nella categoria.

Nel fine settimana di Spa la situazione ha assunto contorni quasi umilianti. Su un circuito capace di esporre ogni debolezza del telaio e della power unit Honda, le due Aston Martin sono rimaste isolate in fondo al gruppo in qualifica, staccate di diversi decimi dalle vetture che le precedevano e di quasi sei secondi dal riferimento della Q1. Erano soltanto sei secondi più veloci di una Formula 2.

Risultati difficili da conciliare con le ambizioni dichiarate da Lawrence Stroll e, soprattutto, con le risorse messe a disposizione del progetto. L’Aston Martin non è una piccola squadra costretta a sopravvivere raccogliendo componenti e idee da altri. È ormai una delle organizzazioni più ricche, attrezzate e numerose dello schieramento. Proprio per questo, il disastro assume proporzioni ancora maggiori.

Il confronto impietoso con Racing Bulls

Per comprendere realmente la gravità della situazione basta osservare quanto sta facendo la Racing Bulls. La squadra di Faenza dispone di una struttura molto più modesta, di un organico sensibilmente inferiore e di risorse che non possono essere paragonate a quelle investite da Aston Martin.

Eppure la monoposto made in Faenza è riuscita a interpretare il nuovo regolamento tecnico con una lucidità nettamente superiore. La Racing Bulls ha prodotto una vettura competitiva, comprensibile per i piloti e capace di lottare stabilmente nel centro gruppo, arrivando su alcuni circuiti a infastidire squadre molto più attrezzate.

Newey, adesso non puoi più sbagliare. La AMR26 Evo è l’ultima chiamata

Un paragone impietoso tra una squadra che conserva ancora parte dell’eredità della piccola Minardi e un colosso che ha costruito un campus tecnologico, assunto centinaia di tecnici, ingaggiato Adrian Newey e avviato una partnership ufficiale con Honda.

I motivi del disastro

Adrian Newey ha spiegato che Aston Martin ha iniziato a lavorare seriamente sulla vettura 2026 soltanto a metà marzo dello scorso anno, inserendo il primo modello in galleria del vento ad aprile. Un ritardo di diversi mesi rispetto agli avversari, difficilmente recuperabile in una stagione caratterizzata da regolamenti completamente nuovi.

La spiegazione è tecnicamente credibile, ma apre una domanda ancora più pesante: com’è stato possibile che una squadra impegnata da anni a preparare il grande salto verso il vertice si sia presentata in ritardo proprio alla stagione più importante?

Il 2026 non era un campionato qualsiasi. Il cambiamento radicale delle regole rappresentava l’occasione ideale per ridurre il divario dalle squadre dominanti e sfruttare gli enormi investimenti effettuati negli anni precedenti. Aston Martin avrebbe dovuto arrivare pronta, non iniziare a rincorrere quando gli avversari avevano già accumulato mesi di sviluppo.

Un pacchetto enorme per salvare la stagione

Avendo constatato già nelle prime giornate dei test prestagionali gli enormi problemi della AMR26, invece di introdurre aggiornamenti progressivi, l’Aston Martin ha scelto di concentrare il lavoro su un unico grande pacchetto destinato all’Hungaroring. Una decisione che ha costretto Alonso e Stroll ad affrontare dieci weekend con una monoposto sostanzialmente ferma, mentre tutti gli altri continuavano a sviluppare.

Il nuovo pacchetto comprende un muso ridisegnato, superfici aerodinamiche profondamente riviste, modifiche alla sospensione posteriore e una significativa riduzione del peso. Telaio e cambio sono stati alleggeriti, con la parte anteriore della scocca sottoposta nuovamente alle procedure di omologazione e ai crash test.

L’obiettivo è avvicinare la vettura al peso minimo regolamentare e correggere una gestione dei flussi che, nella configurazione originaria, non ha prodotto né il carico né l’efficienza attesi. Newey prevede un miglioramento importante, pur evitando di fornire numeri prima del debutto in pista.

Aston Martin ha bisogno di una vettura diversa, non soltanto di una versione leggermente meno lenta di quella vista a Spa.

Mike Krack ha indicato come obiettivo principale quello di “tornare a correre”. Una frase che fotografa meglio di qualsiasi dato il livello raggiunto dalla crisi Aston Martin.

Per Budapest non è realistico pretendere un salto in avanti di quattro secondi. È però legittimo aspettarsi che Alonso e Stroll possano almeno seguire gli avversari, difendere una posizione e partecipare alla gara, invece di scivolare rapidamente verso una solitaria battaglia interna nelle ultime posizioni.

Le caratteristiche dell’Hungaroring potrebbero anche aiutare a nascondere almeno in parte le difficoltà della power unit Honda, il cui primo aggiornamento significativo è previsto per il Gran Premio d’Olanda. Il tracciato ungherese, però, rischia anche di rendere meno chiara la reale portata del pacchetto: se la AMR26 continuerà a essere lontana dal gruppo su una pista teoricamente più favorevole, l’allarme diventerà ancora più serio.

Il pacchetto dell’Ungheria deve quindi dimostrare che dietro l’imponente macchina costruita da Lawrence Stroll esiste finalmente una squadra capace di trasformare investimenti e grandi nomi in prestazioni. In caso contrario, Budapest certificherà un fallimento tecnico colossale.

Tutte le news, le foto, il meteo, gli orari delle sessioni ed i tempi del Gran Premio di Ungheria 2026

Ricevi le news F1 su WhatsApp Entra nel canale di Formula1.it per non perdere gli aggiornamenti più importanti.
Entra

Tag
aston martin | ungheria | aggiornamenti |