La stagione 2026 della Haas sta seguendo un copione già visto troppe volte negli ultimi anni. Dopo un avvio incoraggiante, in cui la VF-26 sembrava in grado di inserirsi con continuità nella lotta per la zona punti, il team americano ha progressivamente perso terreno.
Il Gran Premio d'Ungheria ha certificato una situazione ormai evidente: mentre gli avversari hanno continuato a crescere, la Haas è rimasta praticamente ferma, incapace di trasformare gli sviluppi in un reale passo avanti prestazionale.
È un problema che si ripete ciclicamente a Banbury. La monoposto nasce competitiva e si adatta bene ai primi circuiti, ma con il passare dei mesi gli aggiornamenti non producono i benefici sperati e la squadra finisce inevitabilmente per scivolare verso il fondo del gruppo. Budapest ha rappresentato probabilmente uno dei punto più bassi di questa fase della stagione.
Il primo a fotografare la situazione è stato Oliver Bearman, protagonista di una gara estremamente difficile.
"È stata una giornata lunghissima, come ci aspettavamo. La mancanza di passo in qualifica si è addirittura accentuata in gara, con tantissimo scivolamento e degrado delle gomme. Inoltre non riuscivo a sorpassare, rimanevo bloccato dietro agli altri e comunque non avevo passo".
Ancora più significativo è però il confronto con il precedente appuntamento di Spa, dove la Haas aveva invece mostrato segnali molto incoraggianti.
"Più che aspettare gli aggiornamenti, dobbiamo capire perché a Spa la macchina fosse così competitiva e qui invece sia andata così male. La sensazione è stata completamente opposta. Ho perso completamente la fiducia nella vettura e questo weekend non c'è stato un solo giro in cui mi sia sentito a mio agio. Pensiamo di aver individuato la causa, ma dovremo analizzare tutto molto attentamente durante la pausa estiva".
Le parole del giovane britannico lasciano intendere che il problema potrebbe non essere soltanto legato alla mancanza di prestazione assoluta, ma anche a una finestra di utilizzo estremamente ristretta, capace di cambiare radicalmente il comportamento della vettura da un circuito all'altro.
Il team principal Ayao Komatsu non ha nascosto le difficoltà della squadra.
"È stata una giornata molto difficile. Semplicemente la macchina non aveva il passo e abbiamo provato praticamente ogni soluzione possibile. Sappiamo dove dobbiamo migliorare e ci stiamo lavorando".
Il giapponese ha poi sottolineato un dato significativo.
"È probabilmente il periodo più lungo degli ultimi due anni e mezzo in cui non abbiamo una vettura con cui poter lottare per i punti. Non è accettabile, tutti lo sanno e tutti stanno lavorando duramente per trovare una soluzione".
Non si tratta più di un weekend negativo isolato, ma di una fase tecnica negativa che dura ormai da diverse gare.
Komatsu ha confermato che nuovi sviluppi sono già in preparazione, ma ha evitato facili entusiasmi.
"Abbiamo diverse soluzioni in arrivo, ma solo quando arriveranno in pista capiremo realmente quanto funzioneranno. Fino ad allora dobbiamo semplicemente massimizzare quello che abbiamo".
L'unico elemento positivo è arrivato dall'operatività ai box, con pit stop finalmente puliti dopo alcune gare complicate sotto questo punto di vista.
Anche Esteban Ocon ha confermato la fotografia emersa dalle parole del compagno di squadra.
"Abbiamo fatto ancora una volta un'ottima partenza e siamo riusciti a inserirci vicino alla zona punti. Il problema è che non riusciamo a tenere dietro le altre vetture perché semplicemente non siamo abbastanza veloci".
Il francese ha evidenziato anche il forte degrado degli pneumatici, uno dei principali limiti mostrati dalla VF-26 all'Hungaroring.
"Le gomme hanno sofferto molto e dobbiamo trovare più prestazione sulla macchina. Aspettiamo i prossimi aggiornamenti sperando che possano fare la differenza".
Ocon ha provato comunque a evidenziare anche gli aspetti positivi del weekend.
"Dal mio punto di vista abbiamo estratto il massimo dalla vettura e siamo stati costanti dal venerdì alla domenica. Ora però serve semplicemente una macchina più veloce".