La domenica della Racing Bulls non è stata definita dal risultato ottenuto, ma dal modo in cui è stata costruita: una gara lunga, complessa, che avrebbe potuto sgretolarsi in mille momenti e che invece si è trasformata in una dimostrazione di solidità tecnica e mentale. La vettura ha tenuto il passo degli avversari diretti, la strategia ha funzionato, l’esecuzione è stata pulita. In un confronto serrato con Audi, la squadra non ha solo resistito: ha vinto.
È in questo equilibrio — tra pressione e lucidità, tra difficoltà e struttura — che si rivela la vera crescita del team. La tesi è che la Racing Bulls non è più una squadra che reagisce, ma una squadra che costruisce. E Permane lo conferma con ogni parola a sua disposizione.

La domenica prende forma nella gestione del ritmo, nella capacità di restare presenti mentre la gara si allunga e si complica. La vettura si mostra solida sia in qualifica sia nel passo gara, e questo non è un dettaglio: è la base su cui si costruisce tutto il resto.
Permane conferma ciò che la pista ha mostrato senza alcun dubbio: «La vettura è stata forte sia nelle Qualifiche che in gara ed è stata eseguita in modo impeccabile dalla squadra».
Non è un semplice complimento, è qualcosa che non è soggetto a interpretazioni: la macchina non è più un’incognita, è un punto fermo. La battaglia con Audi diventa il momento in cui la tesi prende forma. Non si tratta di una lotta episodica, quanto di un confronto tra progetti diversi. Permane lo racconta con lucidità:
«È stata una bella battaglia con Audi – molto ravvicinata, ma alla fine siamo usciti vincitori».
La frase non descrive soltanto la gara: la interpreta. E conferma che la Racing Bulls ha raggiunto un livello operativo che non appartiene più alla casualità. Il risultato finale — due vetture a punti — è la prova visibile di questi miglioramenti.
Permane lo incornicia con precisione:
«Terminare con due vetture a punti e salire al 5° posto nel Campionato Costruttori è qualcosa verso cui tutti abbiamo lavorato così duramente».
Le sue parole certificano che il raggiungimento del quinto posto nel Costruttori non è un exploit, ma la fotografia di una squadra che ha imparato a costruire e ha finalmente raccolto i risultati del proprio lavoro.
La pausa estiva arriva nel momento in cui la squadra ha più bisogno di respirare, ma non di cambiare. Se la prima metà di stagione ha mostrato una struttura che regge, una vettura che risponde e un gruppo che non si perde nei dettagli ma li usa per crescere, la seconda dovrà essere la conferma di quanto costruito.
Permane lo dice con consapevolezza: «Aspettiamo con impazienza una pausa ben meritata, prima di tornare ancora più forti a Zandvoort».
La Racing Bulls è il chiaro esempio di come, lavorando e mettendosi continuamente in discussione, si possa arrivare ai risultati sperati. Eppure, non bisogna dimenticare che in uno sport che corre veloce come la Formula 1 non si può restare immobili: bisogna continuare a migliorare.
La domanda ora è se la Racing Bulls riuscirà a continuare su questa strada.