ADUO, è scontro in F1: Tombazis ammette i problemi ma difende il sistema
13/08/2026 10:15:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Pochi temi nel paddock della Formula 1 hanno alimentato un dibattito politico tanto acceso quanto quello legato all’ADUO, acronimo di “Opportunità aggiuntive di sviluppo e aggiornamento”. Il sistema, introdotto come una sorta di rete di sicurezza per i costruttori rimasti indietro, anche alla luce della situazione vissuta dalla Honda con il precedente regolamento, si è trasformato nella pratica in un vero e proprio terreno di scontro politico tra i team.

Toto Wolff ha immediatamente avvertito che non dovrebbe diventare un “meccanismo di sorpasso”, anche se c’è stata una notevole sorpresa quando, in cima alla prima classifica della FIA, non si è ritrovata la Mercedes High Performance Powertrains, bensì la Red Bull Ford Powertrains.

Questo colpo di scena è maturato per due ragioni ben precise. La prima riguarda il metodo di misurazione dell’ADUO, basato esclusivamente sul motore a combustione interna, creando una significativa discrepanza tra il sistema di valutazione e le effettive opportunità di sviluppo, che comprendono anche la componente elettrica della power unit.

La seconda ragione è legata a un’ipotesi che ha iniziato a circolare nel paddock: diversi costruttori, tra cui Mercedes e Ferrari, potrebbero aver giocato d’astuzia, evitando di mostrare completamente il proprio potenziale nelle prime gare della stagione con l’obiettivo di rientrare nei parametri necessari per ottenere un gettone ADUO, o addirittura due nel caso della Ferrari.

L’esito del primo periodo di valutazione avrebbe così generato una forte frustrazione in casa Red Bull, contribuendo a spiegare anche perché i risultati delle misurazioni non siano ancora stati resi pubblici.

Il direttore della FIA per le monoposto, Nikolas Tombazis, aveva precedentemente dichiarato di essere disposto a prendere in considerazione ulteriori parametri per le misurazioni dell’ADUO, come le dimensioni del turbo, ma che i team e i costruttori avevano insistito affinché il sistema rimanesse il più semplice possibile. Come riportato da Autosprint, il greco è stato recentemente intervistato su quest'argomento e, parlando di cosa sta accadendo ha dichiarato: "Beh, in F1 sembra che quasi tutto sia piuttosto delicato. È molto raro che 11 scuderie e cinque o sei costruttori di PU dicano: 'Fantastico, siamo tutti d’accordo'. L’unica cosa su cui credo che tutti siano favorevoli è che la pausa di agosto sia una buona cosa, e vi ricordo che è stata una mia idea".

"Per tutto il resto credo che sia molto difficile far concordare tutti. Anche su questo ci è voluto del tempo prima che tutti fossero d’accordo. Sapete, quando Franz Tost era ancora in carica, non lo voleva".

Secondo Tombazis, nel valutare l’ADUO occorre distinguere due aspetti diversi: l’accuratezza delle misurazioni e il funzionamento del sistema secondo quanto originariamente previsto.

Tra tutte le polemiche relative all’esito della prima misurazione, la Red Bull ha richiesto una verifica oggettiva dei risultati, ma secondo Tombazis i calcoli della FIA si sono rivelati accurati: "È una situazione piuttosto delicata perché tutti sono molto competitivi e concentrati sulla propria posizione rispetto agli altri. Quindi sì, è stata una sfida non da poco", ha proseguito.

"Ritengo che le nostre misurazioni si siano dimostrate molto accurate. Detto questo, ha funzionato tutto alla perfezione? No, perché ovviamente c’è del malcontento. Dobbiamo pensare a dei miglioramenti per il futuro? Sì, direi di sì".

Uno degli evidenti difetti è che gli altri costruttori potrebbero di fatto mettere la Red Bull sotto scacco matto. Se continuassero a stare al gioco e non utilizzassero i gettoni che sono stati loro assegnati per sviluppare il motore a combustione interna, potrebbero teoricamente mantenere la Red Bull in cima alla classifica più a lungo. Tombazis, tuttavia, non ritiene che nella pratica le cose si spingeranno così lontano: "Beh, non credo che sarebbe conveniente per i team rimanere sempre al di sotto della loro potenza massima solo per continuare ad avere più opportunità, perché allora che senso hanno le opportunità se alla fine non vengono sfruttate?".

Detto questo, il 58enne ha poi ammesso che il sistema necessiti di una revisione per i prossimi anni: "Penso che il sistema funzioni come è stato progettato, ma ritengo che ci siano alcuni punti deboli che dovremo affrontare in futuro. Inoltre, per renderlo meno dispendioso in termini di tempo e meno controverso, dobbiamo davvero compiere alcuni passi per migliorarlo in futuro".

Un suggerimento logico sarebbe quello di considerare l’intera unità di potenza nelle misurazioni anziché solo il motore a combustione interna (ICE), ma Tombazis non vuole discutere idee specifiche in questa fase. Vedremo dunque se qualcosa cambierà in futuro nei prossimi anni.

Foto copertina x.com

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