La pausa estiva potrebbe essere arrivata nel momento giusto per George Russell. Dopo una prima parte di stagione iniziata su livelli molto alti, il britannico ha progressivamente perso terreno nei confronti del compagno di squadra, arrivando a Zandvoort con 59 punti di ritardo e soprattutto con la necessità di ritrovare continuità.
Una situazione che lo stesso pilota Mercedes non nasconde. Alla vigilia del Gran Premio d'Olanda, Russell ha infatti riconosciuto la necessità di cambiare qualcosa nel proprio approccio, senza però trasformare la rincorsa in campionato in un'ossessione.
«Non sto pensando realmente al campionato, affronto una gara alla volta. So che devo migliorare le mie prestazioni se voglio essere nella lotta. Questa è la priorità principale. Se le prestazioni migliorano, il distacco in punti si ridurrà automaticamente», ha spiegato Russell nella conferenza stampa FIA.
Il britannico arriva da tre weekend complicati, dopo una fase centrale della prima metà di stagione nella quale era invece riuscito a esprimersi con maggiore continuità. La pausa è servita quindi anche per staccare dalla Formula 1 e provare a ripartire con un approccio differente.
«Non voglio pensarci troppo. Voglio semplicemente fidarmi delle mie capacità e guidare in maniera un po' più istintiva. Forse è qualcosa che non stavo facendo prima della pausa».
Alla situazione personale si aggiunge quella della Mercedes. Russell ha sottolineato come McLaren, Red Bull e Ferrari abbiano progressivamente ridotto il margine, anche grazie ad aggiornamenti arrivati prima rispetto a quelli della squadra di Brackley.
«Siamo indietro nella curva di sviluppo. I nostri rivali hanno sicuramente portato i loro aggiornamenti prima di noi. Sarà molto interessante vedere quando arriveranno i nostri e quale impatto avranno sulle prestazioni».
Per il momento, quindi, Russell esclude qualsiasi ragionamento su eventuali ordini di squadra. La stagione è ancora lunga e il britannico vuole prima di tutto ritrovare il proprio livello. Solo allora sarà possibile capire se i 59 punti che oggi lo separano dal compagno rappresentino un distacco recuperabile o l'inizio di una gerarchia più difficile da ribaltare.
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