Tsunoda e il primo impatto con le F1 2026: «Mi sento un rookie»
22/08/2026 09:30:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Il primo vero contatto di Yuki Tsunoda con la Racing Bulls 2026 ha richiesto un adattamento praticamente immediato. A Zandvoort il giapponese si è trovato ad affrontare contemporaneamente una monoposto completamente nuova, un weekend Sprint e condizioni meteo variabili, riuscendo comunque a mostrare un buon livello di competitività fin dalle prime tornate.

Il risultato della Sprint Qualifying rappresenta quindi soprattutto un primo segnale positivo. Tsunoda ha ammesso di sentirsi quasi nuovamente un rookie davanti alle differenze delle monoposto 2026, ma la velocità mostrata gli ha permesso di iniziare con il piede giusto un fine settimana nel quale l'obiettivo principale resta la gara di domenica.

Tsunoda: «Mi sembra di essere un rookie»

La pioggia incontrata nelle prove ha inizialmente aiutato Tsunoda a ridurre almeno in parte lo svantaggio nei confronti degli altri piloti, considerando che le condizioni erano nuove praticamente per tutti.

«Sono rimasto abbastanza sorpreso dal ritmo che avevo sul bagnato. Credo che quelle condizioni fossero praticamente nuove per tutti e quindi la situazione si sia un po' riequilibrata, considerando che per me era la prima volta su questa macchina», ha spiegato il giapponese.

Il passaggio all'asciutto ha invece evidenziato maggiormente quanto sia complesso adattarsi alla nuova generazione di monoposto. Non si tratta soltanto di trovare il limite aerodinamico della vettura, ma di modificare riferimenti e automatismi costruiti negli anni precedenti.

«Sull'asciutto ho dovuto lavorare un po' di più. Sinceramente mi sembra tutto da rookie: la pressione sul freno, per esempio, è molto diversa rispetto allo scorso anno. Inoltre hai soltanto due set di pneumatici e non vuoi rovinarli immediatamente. È stato complicato, ma alla fine sono abbastanza soddisfatto della prestazione in Sprint Qualifying».

Le monoposto 2026 sono molto diverse

Le parole di Tsunoda offrono anche un'indicazione interessante sulle difficoltà incontrate dai piloti nel passaggio alla nuova generazione tecnica. Il giapponese ha sottolineato soprattutto le differenze nella frenata, nel bilanciamento e nel carico aerodinamico disponibile rispetto alle vetture della precedente generazione.

«Forse non è del tutto corretto dirlo perché siamo ancora nelle prime fasi, ma la maggior parte dei piloti ha faticato un po' con il bilanciamento, con le prestazioni in frenata e con il carico perso rispetto allo scorso anno».

Una differenza che Tsunoda avverte soprattutto nelle curve veloci. Il confronto è inevitabile con le monoposto 2025 che il giapponese ha continuato a guidare anche attraverso i test TPC.

«Ho guidato la macchina dello scorso anno, che probabilmente è stata una delle più veloci della storia, e mi sono divertito tantissimo nei TPC. Tornando su questa vettura la sensazione è molto diversa, soprattutto nelle curve ad alta velocità».

A Zandvoort il processo diventa ancora più delicato per le caratteristiche del circuito, dove gli spazi di fuga ridotti non permettono di cercare immediatamente il limite. Tsunoda ha quindi scelto un approccio progressivo, aumentando il ritmo sessione dopo sessione senza forzare eccessivamente nelle prime tornate.

«Su un circuito tradizionale come questo non c'è molto spazio nelle vie di fuga, quindi vuoi costruire gradualmente. Ma mi sto divertendo durante questo processo. L'obiettivo principale è la qualifica e finora penso di essere riuscito a migliorare bene sessione dopo sessione».

Lindblad soddisfatto, ma non della SQ3

Il venerdì positivo della Racing Bulls è stato completato da Arvid Lindblad, anche lui alle prese con una situazione non semplice. Per il britannico si trattava infatti della prima esperienza a Zandvoort, per di più all'interno di un weekend Sprint che concede pochissimo tempo per prendere confidenza con il circuito.

«È stato un venerdì positivo. Era la mia prima volta a Zandvoort, quindi non è stato semplice, soprattutto in un weekend Sprint. La squadra ha fatto un buon lavoro e abbiamo già compiuto alcuni passi avanti rispetto al mattino».

Lindblad si è detto particolarmente soddisfatto del giro realizzato in SQ2, mentre nella fase decisiva della sessione non è riuscito a mettere insieme una prestazione altrettanto convincente.

«Sono davvero contento del mio giro in SQ2, ma non altrettanto della SQ3. Ci sono alcune cose che analizzeremo con la squadra durante la notte e speriamo di poter fare un altro passo avanti domani».

La Sprint potrebbe inoltre essere condizionata nuovamente dalla pioggia. Lindblad ha indicato Gabriel Bortoleto e Pierre Gasly tra i piloti da tenere particolarmente d'occhio, consapevole che a Zandvoort recuperare posizioni in pista resta complicato. Per Racing Bulls, però, il venerdì ha già fornito una prima indicazione incoraggiante: entrambi i piloti hanno ancora margine, nonostante abbiano iniziato il weekend con pochissimi riferimenti.

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