Il Gran Premio d'Olanda di Charles Leclerc è stata una gara di luci e ombre.
Luci, date dall'ottimo passo gara del monegasco che, sulla sua SF-26, è stato spesso il più veloce in pista assieme ad Hamilton.
Ombre, gettate sulla sua gara dalla strategia adottata dalla Ferrari, che ha finito per rovinare la gara a entrambi i piloti.
A tutto questo, si aggiunge tanto rammarico per non aver sfruttato appieno la qualifica, salvando un treno di gomme soft il cui vantaggio non è però stato capitalizzato nemmeno nelle fasi iniziali.
Dopo la seconda partenza, causata dalla bandiera rossa in seguito all'incidente di Verstappen, Leclerc è infatti rimasto bloccato a lungo dietro a Russell, in quarta posizione.

Il suo secondo stint su gomma gialla, invece, è stato ottimo, nonostante la sosta stranamente anticipata e condita da un problema durante il pit stop.
In tutto questo, Leclerc ha saputo riagguantare la quarta posizione, superando Piastri nel corso del 34° giro con una splendida manovra, per poi insidiare Russell in terza posizione.
Il monegasco, fermatosi nuovamente durante il 44° passaggio, ha dovuto ricostruire tutto quanto fatto nella prima parte di gara e, al 56° giro, montate le soft durante la virtual safety car, ha tentato un finale di gara arrembante per cercare di trarre il meglio da una gara tanto confusa.
Tutto questo affanno non gli è valso però più del quinto posto alle spalle del compagno di squadra, che ha difeso la posizione non senza qualche punta di malizia poco apprezzata da Leclerc, la cui radio è stata mutata e che ha scosso molto evidentemente la testa all'indirizzo di Hamilton al termine della gara.

Senza i secondi sprecati dalla Ferrari nella "non gestione" di entrambi i piloti, la sensazione è che Russell avrebbe potuto essere sopravanzato e che un terzo e quarto posto sarebbero stati decisamente possibili.
Il pilota della Ferrari, nelle interviste rilasciate dopo la gara olandese, ha così sintetizzato il momento chiave della propria gara:
"Sinceramente, non ho capito bene perché abbiamo dovuto fermarci ai box così vicino al pit stop di George, perché in quel momento significava praticamente condannarsi a finire dietro di lui. Con una differenza di due o tre giri, per me non c’era molto che potessi fare. E avevo la sensazione che ci fosse ancora qualcosa in più da tirare fuori dai miei pneumatici. Ovviamente, in quel momento Lewis e io eravamo su strategie diverse, ma sentivo che la scelta giusta fosse rimanere in pista un po’ più a lungo."
Leclerc ha evitato ogni polemica diretta per quanto successo in pista, ma non ha potuto fare a meno di sottolineare le carenze di tutta la squadra nella gestione della gara di Zandvoort con queste parole:
"C'è tanto dispiacere perché il passo era buono e anche il feeling con la macchina lo era. Penso che ci fosse del potenziale per fare qualcosa in più, forse un terzo posto, e come squadra credo che si debba guardare a quello che è successo oggi e andare a casa non soddisfatti di quello che abbiamo fatto."
Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images
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