Le nostre speranze sono state esaudite. Il GP d’Olanda non sarà stato drammaticamente interessato dalla pioggia, ma ha comunque offerto tanta azione e imprevedibilità, di gran lunga maggiori rispetto a quelle della Sprint Race. Ovviamente complici la bandiera rossa di Verstappen e alcuni ritiri/contatti che hanno reso necessari gli interventi della Virtual Safety Car.
Purtroppo, Max si è trovato a dover abbandonare anzitempo la gara, già all’inizio del secondo giro, a causa di un errore d’interpretazione. Pensava, secondo la sua ammissione, di poter accelerare in tranquillità; invece, essendo finito su un tratto umido della pista, ha perso il controllo della vettura andando a sbattere contro le barriere. Non il miglior modo di salutare l’ultima edizione del suo GP di casa.
Vince Norris, dando dimostrazione del grande step fatto dalla McLaren davanti alle Mercedes di Antonelli e Russell. Vetture che stanno soffrendo molto la continua carenza di aggiornamenti. La Ferrari chiude quarta e quinta, vittima di una qualifica al di sotto del suo potenziale e di un eccesso di sfortuna con le Virtual Safety Car. Il deludente risultato odierno non è tutta colpa del sabato e delle decisioni prese al box; però, forse, si poteva rischiare di più. Ve ne parleremo ampiamente dopo il recap.
Ci auspicavamo una gara a due soste e invece ne abbiamo avute prevalentemente quattro e, in alcuni casi, anche cinque. Il che ha reso il GP imprevedibile fino al termine dei 72 giri (ci sono stati ben 60 pit stop). Dal momento che la bandiera rossa di Verstappen è scaturita dopo il secondo giro, noi terremo conto di una sosta in meno nell’analisi della gara, ma è giusto, ai fini della strategia, che vengano menzionate tutte.
Rispetto al solito, data la mole considerevole dei cambi gomma e della varianza strategica, non riporteremo testualmente ogni tipo di tatticismo. Per quello vi chiediamo di visionare il grafico che vi riporteremo di seguito. Quello che faremo è menzionarvi le strategie di maggior successo o di particolare interesse.
Piloti ritirati: Albon (Williams), Bottas (Cadillac), Perez (Cadillac), Stroll (Aston Martin), Bearman (Haas), Verstappen (Red Bull).
Apparentemente quasi sulle stesse strategie, almeno fino al giro 54/72, quando è avvenuto il sorpasso di Norris su Antonelli, i due piloti hanno condotto una parte centrale di gara in modo molto diverso. Lando decide di ripresentarsi in pole position, per la seconda ripartenza, con gomma Soft usata, mentre Kimi con Media usata. L’italiano ha uno scatto migliore e brucia il campione del mondo in carica al via.
Andrea ha una buona gestione del primo stint: entrambi i piloti rientrano ai box esattamente allo stesso giro, ma poi decidono di cambiare strategia nei due stint su Hard che seguiranno. Antonelli usa il suo primo treno di C2 solamente per 19 giri senza essere particolarmente più veloce di Norris, mentre Lando allunga lo stint portandolo a 26 passaggi. In questo modo, nel secondo stint, riesce ad avere anche un passo migliore grazie alle gomme fresche e al 54° riesce a compiere un bellissimo sorpasso che poi gli permetterà di puntare alla vittoria. Così, quando subentra la Virtual Safety Car nel corso del 55° giro, non deve far altro che andare avanti per la sua strada. Decisione che gli varrà la vittoria con un margine di 11’’5 su Antonelli.
Kimi, invece, approfitta della VSC per montare delle Soft usate. Giunge secondo grazie anche al compagno Russell, che non ha posto resistenza al sorpasso, anzi lo ha agevolato, mettendo a rischio la terza posizione. George, con gomme Hard montate intorno al 40° giro, riuscirà a tenere alle sue spalle i due alfieri della Ferrari su Soft usate.
Prima di analizzare la gara della Ferrari, c’è un’altra prestazione che merita la nostra attenzione: la prova di Fernando Alonso e dell’Aston Martin. Dall’Olanda arrivano segnali incoraggianti. La nuova vettura introdotta in Ungheria e la nuova specifica di motore Honda che ha debuttato a Zandvoort hanno il potenziale per lottare per i punti. Lo spagnolo ne è la prova. Scattato 18°, sfrutta a suo favore tutti gli eventi per recuperare posizioni.
Dopo aver montato un nuovo set di gomme Soft con cui si è presentato per la seconda volta sulla griglia, dopo la bandiera rossa, decide di sostenere la gara mediante un’unica altra sosta. Si rende autore di un lungo primo stint su Soft (32 passaggi), per poi concludere con uno stint di 37 giri su Hard.
Un capolavoro di gestione che gli permette di chiudere in nona posizione. Ovvero esclusivamente alle spalle di Hulkenberg, se si considera che la top-7 è stata occupata dai piloti dei top-team. Alonso oggi, partendo, ripetiamo, 18°, ha battuto Alpine, VCARB, Cadillac e Williams (che tra l’altro si sono fatte un autogol nel finale: erano comunque in 14° e 15° posizione). L’Aston Martin riparte dall’Olanda. Fernando Alonso potrebbe aver trovato il suo motivo per restare in Formula 1 ancora un po’.
Il risultato odierno della Ferrari, ancora una volta, si è rivelato una grande delusione per gli appassionati. Se tralasciamo il primo stint, in cui Russell, Leclerc e Hamilton si sono ritrovati bloccati in un trenino guidato da Piastri, negli altri stint Leclerc è stato quasi sempre il più veloce in pista, con Hamilton a fare dei tempi molto simili a quelli del monegasco.
Al momento dell’ingresso della VSC emersa al 54° giro, Leclerc si trovava in 5° posizione, a 2’’3 da Russell e con un ritmo discretamente superiore. Hamilton era in terza posizione, con gomme Hard vecchissime, appena superato da Norris e Antonelli.
Se avesse deciso di proseguire a lungo con quel treno di gomme, sarebbe stato in lotta con Russell per la P3 e invece, tornando ai box assieme a Hamilton, ha dovuto forzare molto il ritmo ed è comunque terminato in quinta posizione. Con il ritmo che aveva avrebbe dovuto rischiare. Lewis era costretto a rientrare, ma Charles no. Male che andava sarebbe terminato quinto comunque, superato dal compagno di box, ma ci avrebbe provato. Con Leclerc doveva rischiare e vedere come andava. Oggi era la giornata giusta per farlo. A volte bisogna ascoltare quel brivido che corre lungo la schiena e osare.
Detto questo, non mi sento comunque di dare troppe colpe alla squadra. La VSC al 54° è stata una mazzata per Leclerc, ma poi anche quella a due giri dalla fine ci ha messo del suo. Sia Hamilton che il monegasco avevano recuperato tutto lo svantaggio e stavano attaccando George per provare a rubargli il podio. Hamilton, davanti a Charles e agevolato dalla differente strategia (è stata la VSC al 54° giro a permettergli di superare il compagno), stava per attaccare Russell quando le due Williams si sono toccate, costringendo i commissari a esibire l’ultima VSC. Episodio che permette a George di riprendere fiato e concludere a podio.
La Ferrari non ha tutte le colpe quest’oggi, però ha fatto il compitino semplice. Deve rischiare di più, specialmente se il ritmo lo consente. A volte sembra come se abbia paura di sbagliare e questo può limitare la squadra più di qualsiasi aggiornamento da buttare. Saper rischiare è un’arte. Quindi aver paura è giusto, ci dà la percezione del rischio, ma bisogna saperlo fare. E per puntare in alto, bisogna imparare a farlo bene.
Le parole del direttore Motorsport Pirelli, rilasciate al termine del GP: "L’ultima gara sul circuito di Zandvoort ci ha regalato tanta imprevedibilità. Le condizioni atmosferiche hanno giocato un ruolo importante, con lo scroscio di pioggia prima della partenza che ha riportato la pista a uno stato più green. Il degrado si è invece rivelato significativo, complice la maggiore usura provocata dalle condizioni dell'asfalto. Dopo lo stint successivo alla ripartenza, i team hanno immediatamente compreso che le condizioni non avrebbero consentito di rimanere competitivi con una sola sosta".
"Dopo la prima bandiera rossa, si sono così formate quasi dieci strategie differenti", ha proseguito Dario Marrafuschi, "con sensibili differenze anche tra i top team. Abbiamo assistito a un Gran Premio molto interessante sotto il profilo strategico. Le scuderie hanno saputo sfruttare le caratteristiche di ciascuna mescola, tutte rivelatesi valide in specifiche condizioni. Emblematico, da questo punto di vista, è stato l’impiego della gomma rossa da parte di Antonelli e dei due ferraristi nel finale di gara per recuperare terreno sui rivali diretti e, nel caso dell’italiano, riuscire anche a conquistare una posizione sul compagno di squadra".
Foto copertina e interne: Ferrari
Grafiche: Pirelli
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