Monza rappresenta da sempre un appuntamento particolare anche dal punto di vista tecnico. Il circuito brianzolo è il tempio della velocità della Formula 1: lunghissimi rettilinei, poche curve realmente lente e una percentuale elevatissima del giro percorsa con l’acceleratore completamente aperto rendono fondamentale la ricerca della massima efficienza aerodinamica. L’obiettivo è ridurre la resistenza all’avanzamento senza compromettere eccessivamente la stabilità della monoposto nelle violente frenate e nelle curve veloci.
Con le monoposto 2026, tuttavia, l’approccio a Monza è in parte cambiato. L’introduzione dell’aerodinamica attiva ha ridotto la necessità di ricorrere alle ali posteriori estremamente scariche e quasi piatte viste negli anni precedenti. Le squadre possono modificare la configurazione aerodinamica sui rettilinei e il lavoro di adattamento al circuito si concentra quindi anche su dettagli differenti: flap, appendici, fondo, prese dei freni e componenti capaci di ridurre anche piccole quantità di carico e resistenza.
Le ali posteriori a Monza - Foto di @MateuszMrz8
Le immagini raccolte direttamente dalla pitlane, sia dai nostri inviati sia da altri reporter, permettono di osservare da vicino alcune di queste soluzioni. Vediamo, scuderia per scuderia, i dettagli più interessanti emersi sulle monoposto.
La SF-26 presenta diverse modifiche specifiche per Monza. La Ferrari ha scelto innanzitutto una configurazione low drag del nuovo fondo, intervenendo anche sul bordo del fondo. Sulla monoposto è infatti tornata la precedente soluzione a singolo elemento, una configurazione già utilizzata su circuiti nei quali la riduzione della resistenza aerodinamica assume particolare importanza, come Silverstone e Spa.
Dettaglio SF-26 Ferrari a Monza - Foto di @MateuszMrz8
Interessante anche il lavoro sull’ala posteriore. La base deriva dalla specifica utilizzata a Zandvoort, ma sono state eliminate alcune appendici impiegate nelle gare precedenti, ed è stata cambiata l'incidenza.
Un altro dettaglio su cui prestare attenzione riguarda l’FTM, modificato appositamente per il Gran Premio d’Italia. Rispetto alla configurazione utilizzata a Zandvoort, il componente presenta ora una evidente feritoia. Una soluzione relativamente semplice attraverso la quale viene ridotto il carico aerodinamico generato localmente dal dispositivo. Anche in questo caso il compromesso è chiaramente orientato all’efficienza sui rettilinei.
Ferrari: aletta FTM modificata per Monza - Foto di @MateuszMrz8
La nuova versione dell’FTM presenta complessivamente tre variazioni rispetto alla precedente specifica, confermando quanto anche componenti apparentemente secondari vengano adattati alle esigenze particolari di Monza.
Dalla pitlane è inoltre possibile osservare con particolare chiarezza le alette collocate nella zona inferiore dell’ala anteriore della SF-26, elementi normalmente difficili da apprezzare quando la monoposto è completamente assemblata e in pista.
Ala posteriore della SF-26 a Monza - Foto di @carpentiers_f1
l pacchetto portato dalla Ferrari per il GP d’Italia è stato sviluppato soprattutto in funzione dell’efficienza aerodinamica. La squadra ha rivisto anche il supporto degli specchietti, la zona posteriore e alcune piccole appendici dell’ala posteriore con l’obiettivo di ridurre la resistenza all’avanzamento, accettando anche una perdita di carico. A Monza, infatti, il compromesso tra drag e deportanza resta particolarmente favorevole a soluzioni orientate alla massima velocità sui rettilinei.

Dettagli della SF-26 a Monza - Foto di @carpentiers_f1
Mercedes ha portato a Monza i nuovi condotti dei freni introdotti nel precedente appuntamento di Zandvoort. L’aggiornamento interessa soprattutto il corner anteriore e rappresenta un’evoluzione rispetto alla configurazione utilizzata in Ungheria.

Dettaglio del sistema di raffreddamento dei freni Mercedes a Monza
Il bordo del tamburo del freno è stato separato dall’ingresso del condotto e contemporaneamente rimodellato. La modifica permette di migliorare la gestione del flusso d’aria sulla superficie del componente. Un intervento poco appariscente, ma significativo in un’area estremamente sensibile dal punto di vista aerodinamico.
Anche la Mercedes ha modificato i supporti degli specchietti per il GP d’Italia. La minore curvatura degli elementi riduce il carico aerodinamico generato in questa zona, sacrificando una piccola quota di deportanza ma, soprattutto, diminuendo la resistenza all’avanzamento. Un dettaglio specifico per Monza, pensato per migliorare l’efficienza aerodinamica complessiva della monoposto.
Supporto specchietti Mercedes - Foto di @MateuszMrz8

Dettaglio supporti specchietti Mercedes a Monza - Foto di @carpentiers_f1
Novità anche sulla Racing Bulls, dove è stato osservato la nuova ala posteriore stile "Macarena", ma anche un'ala specifica per Monza ma tradizionale
Nuova ala posteriore per la VCARB03 - Foto di @MateuszMrz8
Da notare la piccola fotocamera che il team userà nelle prove libere per guardare l'ala mentre ruota
Dettagli ala posteriore Racing Bull - Foto di @DMerinoF1
Le operazioni in pitlane hanno consentito anche una rara osservazione della parte superiore e inferiore del fondo della Red Bull. Le immagini permettono soprattutto di comprendere quanto siano cambiate le monoposto con il regolamento tecnico 2026.
Dettagli fondo della Red Bull - Foto di @MateuszMrz8
Rispetto alla precedente generazione di vetture ad effetto suolo, caratterizzate da geometrie estremamente elaborate nella parte inferiore, il nuovo fondo appare infatti molto più semplice e piatto.
Anche la Red Bull è intervenuta sull’ala anteriore, modificando il dive-plane dell’endplate. L’elemento è ora più corto, con un obiettivo che non riguarda soltanto la riduzione del carico generato direttamente dall’appendice: la nuova geometria è stata studiata anche per migliorare il flusso d’aria verso la parte posteriore della monoposto, favorendo così il lavoro del fondo e aiutandolo a generare maggiore carico aerodinamico.

Dettaglio ala Red Bull - Foto di @carpentiers_f1
Il weekend italiano avrà anche una funzione sperimentale per Cadillac. La squadra dovrebbe infatti provare alcuni aggiornamenti nell’area dei freni, con l’obiettivo di risolvere i problemi di surriscaldamento che hanno creato difficoltà nelle precedenti gare.
Dettaglio dissipazione freni Cadillac - Foto di @MateuszMrz8
Monza rappresenta da questo punto di vista un banco di prova particolarmente interessante. Le violentissime staccate al termine dei lunghi rettilinei sottopongono infatti l’impianto frenante a sollecitazioni importanti, rendendo fondamentale il compromesso tra raffreddamento ed efficienza aerodinamica.
La Haas porta a Monza alcune modifiche al bordo del pavimento, per generare meno downforce, e delle alette in prossimità del sistema halo per dirigere meglio il flusso verso il posteriore
Novità della Haas a Monza - Foto di @MateuszMrz8
Un’altra parte importante del corposo pacchetto di aggiornamenti portato dalla Haas a Monza riguarda la zona delle fiancate. La VF-26 presenta sidepod più snelli e una coke-line rivista, sviluppati insieme al nuovo fondo per migliorare la gestione dei flussi lungo la monoposto. Sono stati modificati anche il cofano motore e la zona del roll-hoop, completando un intervento piuttosto esteso sull’aerodinamica della vettura.

Novità Haas a Monza - Foto di @carpentiers_f1
La Haas ha aggiornato anche la zona posteriore della VF-26 per il GP d’Italia. I nuovi intagli sono stati introdotti per gestire meglio il cosiddetto tyre squirt, cioè il flusso d’aria generato dalla rotazione e dalla deformazione dello pneumatico posteriore, limitandone l’interazione con il diffusore e migliorando il controllo aerodinamico in questa zona. L’aggiornamento sarà montato soltanto sulla vettura di Oliver Bearman, mentre Esteban Ocon utilizzerà la configurazione precedente.

Dettaglio del bordo del fondo Haas a Monza - foto di @carpentiers_f1
La Haas ha introdotto a Monza anche un roll-hoop più stretto e una nuova conformazione del cofano motore, interventi sviluppati in stretta relazione con il nuovo fondo della VF-26. La carrozzeria ridisegnata consente infatti di migliorare la gestione dei flussi lungo la parte superiore e laterale della monoposto, con l’obiettivo di sfruttare al massimo il potenziale aerodinamico del pacchetto introdotto per il GP d’Italia, senza compromettere le esigenze di raffreddamento.

Dettagli aggiornamenti Haas a Monza - Foto di @carpentiers_f1
Durante le FP1, Aston Martin testerà delle nuove carenature della sospensione anteriore, un’area sempre più importante per la gestione dei flussi aerodinamici diretti verso il resto della monoposto. La vedremo in pista con gli aero rake, il rastrello con i sensori.
Dettagli anteriore Aston Martin - Foto di @MateuszMrz8
Sulla Aston Martin si nota anche la versione più recente del supporto SLM, qui priva delle appendici aerodinamiche aggiuntive. L’elemento mantiene il caratteristico braccio superiore a forma di falce, una soluzione studiata per condizionare il flusso d’aria in questa zona della monoposto.
Il nuovo supporto SLM dell'Aston Martin - Foto di @DMerinoF1
Articolo in aggiornamento...
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