Bearman, niente illusioni a Monza: «Il simulatore non mi convince del tutto»
03/09/2026 17:10:00 Tempo di lettura: 5 minuti

La Haas arriva a Monza con un aggiornamento che non è solo un pacchetto tecnico: è una verifica della verità data dal simulatore. Dopo una stagione europea che si concluderà a Madrid la prossima settimana e che ha mostrato limiti strutturali e un ritmo di sviluppo insufficiente, la squadra deve dimostrare di aver imparato dai propri errori. Oliver Bearman lo dice con lucidità: il simulatore non basta, le promesse non contano e la seconda metà dell’anno dipenderà dalla capacità del team di trasformare questo aggiornamento in punti e fiducia. Monza, più che una gara, diventa un esame fondamentale per l’ultima parte di stagione.

Il simulatore non basta: la verità è nell’asfalto

Bearman, niente illusioni a Monza: «Il simulatore non mi convince del tutto»
Quando gli chiedono se ha già provato gli aggiornamenti, Bearman non si lascia trascinare dall’entusiasmo. Risponde con una sincerità che spiazza, perché non cerca di mascherare le incertezze dietro formule diplomatiche.
«Sì, voglio dire, girare al simulatore va tutto bene», concede, ma subito dopo smonta l’idea che basti.
«Sono sempre piuttosto scettico basandomi solo su quello… non abbiamo lo stesso stile di guida o cose del genere, quindi non sono del tutto convinto della correlazione del nostro simulatore; sospenderò il mio giudizio finché non scenderemo in pista.»

È un passaggio che racconta molto della sua maturità: Bearman non confonde la preparazione con la realtà. Sa che un aggiornamento vive davvero solo quando incontra l’asfalto, quando il vento vero attraversa le pance, quando il cronometro decide se il lavoro fatto in fabbrica è stato sufficiente. Il simulatore è un’anticipazione, non una verità, e lui, che ha imparato presto quanto la Formula 1 sia un mondo di dettagli, preferisce aspettare il venerdì o addirittura il sabato in qualifica per capire se la Haas ha davvero trovato qualcosa.

La frustrazione europea e la fiducia che deve diventare direzione

La stagione europea si è rivelata più complicata del previsto: pochi aggiornamenti, arrivati tardi, e un pacchetto — quello del Canada — che ormai appartiene a un’altra fase dell’anno. Infatti, quando gli chiedono quanto si possa recuperare, Bearman non si nasconde dietro la nostalgia della rimonta dell’anno scorso.

«L’anno scorso la seconda metà di stagione è stata molto solida», ricorda, «ma è stato anche il risultato del fatto che noi abbiamo portato aggiornamenti mentre forse altri non l’hanno fatto o si sono fermati.»

Quest’anno, invece, la Haas ha pagato un ritmo di sviluppo che non è stato sufficiente per restare nella lotta del centro gruppo. Eppure, nelle sue parole non c’è amarezza: c’è fiducia. Una fiducia calma, costruita, che non ignora i problemi ma crede nella capacità del team di superarli.

«Ho piena fiducia in questo team. Hanno fatto cose eccellenti in passato… stiamo solo cercando di dare a tutto lo staff le risorse e la capacità di esprimere tutto il loro potenziale.»
È qui che cita Ayao Komatsu, il team principal, con un rispetto che non è formale:

«È ciò su cui Ayao sta lavorando incredibilmente duro. Sono sicuro che ci arriveremo.»

E poi arriva la frase che definisce il weekend nel Tempio della Velocità:

«Questo aggiornamento è un grande passo avanti per noi; speriamo che possa ripagarci con qualche punto: quello sarebbe l’obiettivo.»

Non c’è arroganza, non c’è paura, non c’è illusione, ma solo la consapevolezza che una squadra piccola deve sfruttare ogni occasione per dimostrare che la crescita è possibile anche quando gli altri team sembrano aver trovato qualcosa in più.

La conferenza stampa di Bearman non è stata un esercizio di retorica: è stata una dichiarazione del metodo che sta usando la Haas. Monza, per loro, diventa così il punto in cui tutto si concentra: la frustrazione della prima metà dell’anno, la solidità mostrata in passato, il lavoro di Ayao, la fame di punti e la calma di un pilota che sa che la verità arriva solo quando la macchina tocca la pista e quando il pilota saprà sfruttarla al massimo.

Foto copertina x.com

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