Aston Martin cambia passo? Alonso aspetta la risposta di Monza
03/09/2026 22:15:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Aston Martin arriva a Monza con una domanda che pesa più di qualsiasi aggiornamento: la squadra ha davvero trovato la strada giusta? Dopo una prima metà di stagione segnata da limiti strutturali — telaio, motore, correlazione — e da un pacchetto di sviluppi introdotto in due weekend troppo compressi per essere valutato a fondo, Fernando Alonso porta con sé una buona sensazione: una fiducia che non nasce dall’ottimismo, ma dalla verifica tecnica. È in quest’ottica che Monza non sarà soltanto un altro capitolo, ma il momento in cui capire se gli aggiornamenti di Ungheria e Zandvoort rappresentano un punto di svolta reale o solo un primo passo. E nelle sue parole, misurate e dirette, si percepisce un pilota che non cerca promesse: cerca conferme.

La nuova Aston Martin: un pacchetto che deve dimostrare di essere più di un segnale

Aston Martin cambia passo? Alonso aspetta la risposta di Monza

Fernando Alonso parla degli aggiornamenti con una calma che non è prudenza: è l'esperienza di un pilota che di vetture ne ha viste tante. Sa che un pacchetto tecnico non si giudica in un weekend Sprint, né in due gare in cui il tempo per lavorare sulla macchina è stato ridotto all’osso.

«È stato molto positivo portare gli aggiornamenti sulla macchina e confermare che tutto sta funzionando come previsto», spiega.

Non è entusiasmo: è sollievo, proprio perché la squadra aveva bisogno di una direzione chiara, di un riscontro che non fosse teorico ma concreto. «Questo ci dà maggiore fiducia in vista del prossimo pacchetto di aggiornamenti e anche nella direzione da seguire per la monoposto del prossimo anno.»

È una frase che pesa: Alonso non parla solo del presente, ma del 2025, del progetto, della filosofia tecnica che Aston Martin vuole seguire.

Eppure, tutto è ancora fragile.

«Abbiamo disputato soltanto due gare con l’aggiornamento del telaio e una sola con quello del motore, peraltro durante un weekend Sprint», ricorda. Non c'è stato tempo per mettere a punto ogni dettaglio, per capire davvero come la vettura reagisce, dove guadagna, dove perde.

Ed è qui che Monza diventa cruciale non per la pista in sé, ma per ciò che rappresenta: un weekend completo, pulito, con prove libere vere, in cui la squadra può finalmente misurare la correlazione tra ciò che vede nei dati e ciò che sente in pista. Alonso lo dice con semplicità:

«Monza sarà importante per noi.»

Un circuito veloce, lineare, che non perdona gli errori di bilanciamento, ed è proprio per questo che l'Aston Martin potrà capire se la direzione è quella giusta.

Fiducia ritrovata, futuro immutato: Alonso e Monza tra passato e presente

Quando gli chiedono se questa nuova fiducia abbia cambiato il modo in cui pensa al suo futuro, Alonso risponde con un secco:

«No.» Una risposta che dice tutto.

E Monza, per lui, è un luogo che conosce bene, avendolo vissuto da pilota Ferrari: un tempio che ha visto da dentro e da fuori.

«È sempre un weekend molto speciale e non vedo l’ora», dice.

Ma la domanda è più sottile: come percepisce l’atmosfera, ora che il leader del campionato è un pilota italiano e non la Ferrari?

Alonso non si lascia trascinare dalle narrative che i media creano intorno ad Antonelli:

«Se vince la Ferrari oppure vince un pilota italiano, per loro è comunque una situazione in cui hanno qualcosa da festeggiare.»

È una lettura lucida, quasi sociologica: Monza non è solo Ferrari, è identità nazionale, oltre a essere un luogo dove il tifo non si divide, si moltiplica.

E poi c'è la questione tecnica, quella che davvero definisce il weekend: a Zandvoort Alonso ha chiuso nono con una gara solida, ma Monza è un mondo diverso.

«La prima parte dell’anno è stata molto difficile. Eravamo indietro praticamente su tutto, dal telaio al motore.»

Ora, però, qualcosa è cambiato:

«Con le prime nuove componenti che abbiamo portato in gara, stiamo vedendo che la direzione intrapresa è quella giusta. Dobbiamo semplicemente continuare così.»

Non c'è trionfalismo, non c'è promessa: c'è una linea, una direzione, ma soprattutto la fiducia che nasce dai fatti, non dalle parole.

Aston Martin arriva a Monza con una domanda semplice e gigantesca: gli aggiornamenti funzionano davvero? È in quest’ottica che nel Tempio della velocità si capirà se la squadra ha smesso di inseguire e ha iniziato a costruire. Un weekend che non promette miracoli, ma può restituire una certezza: la direzione è quella giusta. E per Alonso, che ha attraversato epoche, progetti, rivoluzioni, questa è la cosa che conta più di tutte.

Foto copertina x.com

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