Il recente Gran Premio dell’Azerbaijan ha visto il debutto di un cospicuo pacchetto di aggiornamenti dell’AUDI R26, modificata tanto profondamente da rappresentare una versione B della monoposto del team con sede a Hinwil.
Tra le tante aree coinvolte, va segnalata la radicale evoluzione delle fiancate, i cui volumi e le cui superfici influenzano notevolmente il funzionamento di tutta la piattaforma aerodinamica.
I tecnici Audi hanno mantenuto le peculiari scelte fatte nella parte anteriore dei sidepod, enfatizzando alcune superfici per condizionare maggiormente i flussi.
Nella zona posteriore, al contrario, è stata ripresa la soluzione apparsa sulla Red Bull a partire dal Gran Premio d’Austria, caratterizzata da fiancate digradanti progressivamente e dotate di un vistoso scivolo superiore.
Lo scopo finale è quello di convogliare il flusso che lambisce la parte superiore delle fiancate verso la superficie superiore del diffusore, enfatizzandone lo sfruttamento.

Il regolamento 2026 ha cercato di scongiurare l’utilizzo di questo espediente tecnico imponendo raggi minimi piuttosto ampi nelle zone di raccordo tra gli elementi della carrozzeria, ma Red Bull e AUDI sono riusciti a ricreare l’effetto desiderato sfruttando un cavillo regolamentare.
Il profilo affilato, visibile sulle due monoposto, con cui il flusso d’aria viene mantenuto all’interno del canale, non fa ufficialmente parte della carrozzeria, ma è formalmente dichiarato come parte del tirante di irrobustimento del fondo. La pelle di carbonio è poggiata direttamente su quest’ultimo componente e, nelle zone in cui il tirante incontra il sidepod, le regole relative ai raggi minimi non si applicano, consentendo ai progettisti la realizzazione di questa segregazione netta e affilata.

Queste interessanti e brillanti interpretazioni delle regole in merito a cosa sia carrozzeria e cosa sia parte del fondo sono state dichiarate regolari per la stagione in corso, ma la Federazione ha provveduto a introdurre gli adeguati correttivi nella bozza di regolamento 2027, pubblicata all’inizio dell’agosto scorso.

L’articolo C3, oltre a vietare per la prossima stagione sistemi analoghi all’FTM della Ferrari, ha chiarito nell’articolo C3.2.9 che:
"Tutti i componenti della carrozzeria e delle parti sottostanti la carrozzeria descritti nei punti da C3.5 a C3.11 e da C3.14 a C3.15 devono mantenere la continuità di tangenza".
L’intervento è stato fatto proprio in corrispondenza del punto C3.5.14, che regolamenta i cosiddetti "Floor Auxiliary Components", di cui fanno parte i tiranti suddetti.
Attualmente la posizione dei punti di attacco è piuttosto libera, cosa che ha consentito l’orientamento molto coricato longitudinalmente visibile sulla RB22 e sulla R26, che favorisce l’espediente tecnico. Non sono inoltre previste, al momento, restrizioni riguardanti il modo in cui questo tirante interseca la carrozzeria, cosa che ha permesso l’adozione delle forme già descritte.
Nella prossima stagione, la modifica al punto precedente obbliga, tra le altre cose, a posizionare il tirante entro limiti più stringenti e:
"il tirante non deve intersecare alcuna superficie della carrozzeria, se non entro 25 mm dai punti di attacco interni ed esterni ed entro 7 mm da un massimo di due punti situati sulla copertura del motore".
Quest’ultima prescrizione dovrebbe, oltre a far scomparire le particolari forme che caratterizzano le vetture attuali di Milton Keynes e Hinwil, limitare altre fantasiose interpretazioni, anche se, come la massima serie ci ha insegnato, uno dei grandi fattori di interesse tecnico è proprio la continua e infinita sfida tra tecnici e restrizioni regolamentari che potrebbe portare a nuove inedite forme.
Fonte www.fia.com
Foto copertina contenthub.audif1.com
Foto interna di Luca Martini / WHYOUT Images