Leclerc, il prodigio senza ambizioni
Il lato caratteriale di Charles Leclerc, di cui vi vogliamo parlare oggi, può essere visto in due modi differenti. Potrebbe essere criticato, ma anche visto come un punto di forza. A voi le conclusioni.

05/10/2026 20:15:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Il lato caratteriale di Charles Leclerc, di cui vi vogliamo parlare oggi, può essere visto in due modi differenti. Potrebbe essere criticato, ma anche visto come un punto di forza. Da parte nostra cercheremo di esporlo nel modo in cui ci viene meglio, lasciando a voi tutte le conclusioni.

Sin dal giorno in cui Leclerc ha messo piede in Formula 1, ha sempre affermato di avere un sogno: vincere con la Scuderia Ferrari. Un desiderio che ha dimostrato più volte, nel corso degli anni, di voler perseguire con estrema grinta e determinazione. In Rosso dal 2019, il monegasco ha dato quest’anno un’ulteriore prova della sua fedeltà rinnovando, poco prima del GP di Monaco, si dice probabilmente fino al 2030.

Charles è stato da sempre visto come un pilota capace di fare grandi cose. La velocità ce l’ha, ha la passione e ha la determinazione. Forse l’unica cosa che gli manca davvero per poter diventare un campione del mondo, oltre a una vettura che glielo permetta, è l’ambizione.

Una percezione totalmente sbagliata

Vi diciamo questo perché, leggendo i commenti sui social o parlando con le persone nel quotidiano, abbiamo riscontrato che il pubblico ha una visione falsata di Charles Leclerc. In molti ritengono che il monegasco sia forte, sì, ma non sappia aiutare la squadra nel trovare il set-up corretto o addirittura guidarla lungo lo sviluppo. Un pensiero totalmente falso che non rispecchia affatto il lavoro che il pilota ha svolto e sta svolgendo attualmente in Ferrari.

Leclerc, Ferrari

Il taccuino degli appunti da cui Leclerc non si separa mai

Il giovane, quasi 29enne (nato il 16 ottobre 1997), è stato sempre una spugna con i compagni che ha avuto al suo fianco. Compagni che, tra l’altro, ha battuto. Purtroppo, però, in nessun caso, con nessuno di loro, ha cercato di prevalere all’interno del box. Ha battuto Vettel, Sainz e Hamilton, ma non ha mai cercato di prevalere su di loro davanti ai tecnici.

Il lato, quasi nascosto, di Charles Leclerc

Eppure, Leclerc è un ragazzo sempre molto preciso e metodico, dalla cura dei dettagli quasi maniacale. Cerca di rubare dagli altri tutto ciò che può essergli utile. Da Sebastian Vettel, quattro volte campione del mondo, ha appreso il metodo, l’uso del taccuino dal quale non si separa mai e su cui appunta tutto. Per i tecnici della Ferrari è un punto di riferimento tanto importante quanto Hamilton, eppure questo messaggio non riesce a raggiungere i tifosi.

Secondo il pensiero di massima della tifoseria, inizialmente lo sviluppo era affidato a Vettel, poi sarebbe passato a Sainz e ora, infine, sarebbe nelle mani di Hamilton. Niente di più sbagliato. Leclerc ha un peso specifico grande tanto quanto quello di Lewis. L’unica differenza è che non ha alcun interesse a volersi mettere in mostra da quel punto di vista. Per questo lo riteniamo un prodigio senza ambizioni. Il pilota gentile che preferisce incolpare sé stesso prima degli altri e lasciare agli altri il merito anche per il suo lavoro.


Foto copertina e interna: X, Ferrari

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