Più dei risultati, preoccupa la monoposto: Aston Martin sotto esame
12/10/2026 13:33:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Il weekend di Singapore si è concluso senza soddisfazioni per Aston Martin e, soprattutto, ha lasciato emergere un dato preoccupante che va oltre il risultato finale.

Le parole di Fernando Alonso, Lance Stroll e Mike Krack raccontano infatti una squadra che ha trascorso l'intero fine settimana inseguendo soluzioni a problemi mai realmente risolti. Si è trattato di una doccia fredda dopo i passi avanti compiuti in Malesia.

I problemi della vettura hanno compromesso il weekend fin dall'inizio

Più dei risultati, preoccupa la monoposto: Aston Martin sotto esame

Le difficoltà di Aston Martin non sono nate domenica. Già nelle sessioni precedenti era apparso evidente come il team faticasse a trovare una finestra di utilizzo efficace della monoposto, tanto da spingere entrambi i piloti ad apportare modifiche importanti prima della gara e a prendere il via dalla pit lane.

Fernando Alonso non ha nascosto la frustrazione per una situazione che si è trascinata per tutto il fine settimana.

«È stato un weekend difficile nel complesso, non solo la gara».

Una frase che racchiude perfettamente il senso di Singapore per il due volte campione del mondo. Lo spagnolo sa che partire dal fondo su un circuito cittadino rende quasi impossibile costruire una rimonta significativa, ma ritiene che il problema principale andasse ben oltre la posizione di partenza.

«Sapevamo che partire dalla pit lane avrebbe reso le cose difficili, soprattutto su un circuito dove sorpassare non è facile. Ho fatto quello che potevo, ma non avevamo il ritmo per lottare per molto di più».

La mancanza di passo emerge come il problema dominante dell'intero weekend. Alonso lascia intendere di aver estratto tutto il potenziale disponibile dalla vettura, senza però avere gli strumenti per avvicinarsi alle posizioni che contano.

Ancora più significativa è la spiegazione fornita dallo spagnolo sulle cause delle difficoltà.

«Abbiamo avuto problemi di guidabilità per tutto il weekend».

Quando un pilota esperto come Alonso individua nella guidabilità il principale limite della monoposto, il problema va oltre la semplice mancanza di prestazione. Significa che la vettura non risponde in maniera prevedibile e costringe il pilota a continui compromessi, rendendo estremamente difficile sfruttarne il potenziale. A questo si aggiunge una mancanza di fiducia che impedisce ad Alonso di spingere come vorrebbe.

Il ritiro di Stroll conferma un fine settimana da dimenticare

Se Alonso almeno è riuscito a vedere il traguardo, la gara di Lance Stroll è stata ancora più complicata. Come il compagno di squadra, anche il pilota canadese ha preso il via dalla pit lane dopo importanti modifiche all'assetto, segno evidente di una squadra alla ricerca di una soluzione ai propri problemi.

«Abbiamo apportato alcune modifiche all'assetto durante la notte, quindi oggi siamo partiti dalla pit lane».

Tuttavia, neanche questi cambiamenti hanno prodotto gli effetti sperati.

«Abbiamo avuto problemi di guidabilità durante la gara».

Parole che confermano quanto già evidenziato da Alonso e rafforzano la sensazione di una difficoltà strutturale, più che legata a un singolo pilota o a una particolare configurazione. Il circuito di Singapore non ha fatto altro che mettere in evidenza un problema già presente.

La situazione si è poi aggravata quando Stroll è stato costretto al ritiro.

«La frizione si è surriscaldata e abbiamo dovuto ritirarci al 39° giro».

Un problema tecnico che ha definitivamente chiuso una domenica già estremamente complicata per il team di Silverstone.

Anche il team principal Mike Krack ha riconosciuto le difficoltà della gara, sottolineando come le circostanze iniziali avessero già reso la missione particolarmente complessa.

«Partendo dalla pit lane su un circuito come quello di Singapore, era chiaro che ci sarebbe stata una serata molto impegnativa».

Il team principal ha comunque voluto difendere il lavoro svolto dai piloti, evidenziando che sia Alonso sia Stroll hanno sfruttato al massimo quanto avevano a disposizione.

«Entrambi i piloti hanno spinto al massimo e hanno tirato fuori tutto il potenziale dalla vettura».

Una considerazione che rafforza la tesi emersa dalle dichiarazioni dell'intero team: il problema non è stato nell'esecuzione del weekend, ma nel livello di competitività della monoposto. Resta quindi una domanda: com'è possibile che, dopo i passi avanti mostrati negli ultimi appuntamenti, a Singapore Aston Martin sia sembrata tornare indietro?

La risposta potrebbe essere meno semplice del previsto, ma il weekend ha messo in luce i limiti strutturali della vettura. Ed è proprio questo l'aspetto più preoccupante: non una difficoltà isolata, bensì un problema più profondo che la squadra dovrà comprendere e risolvere per ritrovare continuità.

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